31.3.10

Battaglia per l'Italia

E' di qualche giorno la notizia che J.D. Shapiro, lo sceneggiatore di Battaglia per la Terra (vincitore dell'ambitissimo premio come peggior film del decennio) ha scritto una lettera al New York Post in cui si scusa con il mondo. La lettera, tradotta da BadTaste.it, è un po' lunga ma leggetela che merita:
"Nessuno decide di fare un deragliamento come questo. A dire il vero, paragonare questa cosa a un deragliamento non rende giustizia ai deragliamenti, c'è gente che vorrebbe vederli. (...) Tutto è iniziato nel 1994, quando lessi su Premiere che il Celebrity Center, epicentro della religione di Scientology a Los Angeles, era un grande posto dove incontrare ragazze. Questo mi ha spinto ad andare a dare un'occhiata: non trovai alcuna ragazza carina, ma incontrai Karen Hollander, presidente del centro, che disse di essere una fan di Robin Hood: un Uomo in Calzamaglia. Ne parlammo per due ore. Lei mi parlò di Scientology, ma le risposi che non mi interessano le religioni organizzate.
Tuttavia Karen mi chiamò qualche giorno più tardi, chiedendomi se volevo adattare per il grande schermo un romanzo di L. Ron Hubbard. Finii a cena con John Travolta, sua moglie Kelly Preston, Karen e altri 10 Scientologisti. John mi chiese cosa mi avesse portato a Scientology, e io gli risposi. Al che mi disse che avevano una tecnologia che mi avrebbe aiutato, e io mi chiesi se intendeva dire che avevano una tecnologia che mi avrebbe aiutato a trovare una donna o se avevano una tecnologia che avrebbe impedito al mio "coso" di prendere la maggior parte delle decisioni della mia vita.
Effettuai molte ricerche su Scientology prima di accettare l'incarico, per essere sicuro di non essere involontariamente al lavoro su qualcosa che avrebbe indottrinato le persone. Frequentai alcuni corsi, anche la Purif: devi andare a questi incontri tutti i giorni, prendere delle vitamine, fare la sauna per eliminare le tossine, e arrivare a un punto di non ritorno. Non arrivai alla fine, ero annoiato e così gli dissi che avevano sognato Hubbard. Loro mi chiesero cosa mi avesse chiesto, e io risposi "tirami il dito". Dissero che avevo chiuso con le ricerche.
Durante le mie ricerche mi innamorai di una impiegata. Era una specie di sacerdotessa, aveva dedicato l'intera vita a lavorare per la chiesa. Disse che aveva firmato un contratto per un miliardo di anni. Le chiesi se diceva sul serio, e lei rispose che in questo modo otteneva un piccolo stipendio di 50 dollari a settimana. Le chiesi se poteva avere tutto in anticipo, ovvero 500mila dollari, e lei rispose che come membro dell'organizzazione non poteva fare sesso prima del matrimonio. Le chiesi se era sposata, e lei rispose di sì. "Ottimo! Così potremo fare sesso!"
Credo di essere stato l'unico non scientologo a essere salito sulla loro nave da crociera, la Freewind. Giravo in sandali, fumavo sigari cubani e bevevo whisky (loro non possono bere durante i corsi). Non ho mai avuto massaggi come quelli. I miei amici mi chiedevano se avevo avuto qualche "lieto fine", e la mia risposta era "sì: sono sceso dalla barca".
Nessuno, comunque, mi forzò a fare nulla. Anche dopo tutti i disastri che avevo combinato, continuavo a piacegli, e così decisi di leggere Battaglia per la Terra e di proporre un film agli studios.
Incontrai Mike Marcus, presidente della MGM, e lui adorò il mio script. Il giorno dopo le trattative erano pronte, e qualche giorno dopo aver finito lo script Travolta mi chiamò, mi disse di adorarlo e di voler cenare con me. Durante la cena mi disse che era "Lo Schindler's List della fantascienza".
Il mio script era molto, MOLTO DIVERSO da quello che vedete sullo schermo. Era molto più dark e violento, la storia era appassionante e i personaggi erano ricchi di sfumature. Non c'erano ralenti, dialoghi camp, alieni con gli stivali dei KISS e parrucche alla Bob Marley. 
Poco dopo John Travolta accettò di entrare nel cast: si parlò di registi di alto livello, la MGM stanziò 100 milioni per il budget e tutto quanto. La MGM mi mandò qualche correzione, niente di che, corressi il mio script rapidamente. Arrivarono altre note, e pensai che stessero scherzando. Avevano cambiato COMPLETAMENTE il tono del film. Queste correzioni avrebbero ucciso il film. Dovevo aggiungere scene ridicole, togliere delle scene chiave, eliminare personaggi. Chiesi a Mike da dove arrivavano quelle note. "Da noi", mi rispose. Gli chiesi maggiori informazioni, e scoprii che arrivavano dal gruppo di John Travolta, "ma tutti noi siamo d'accordo con loro". 
Mi rifiutai di apportare queste modifiche. Non ho alcuna idea del motivo per cui volevano andare in questa direzione. Scoprii solamente che questo era il romanzo che Hubbard voleva più di tutti che arrivasse al cinema, e aveva scritto delle note su come doveva essere realizzata l'eventuale pellicola.
In molti lo chiamarono un film su Scientology. Non lo era quando lo scrissi io, e non credo lo sia nemmeno questo film. Sì, gli sceneggiatori ci misero le loro credenze, qualcosa è stato inserito in sottofondo (non capisco perché, ma Hubbard aveva qualcosa contro il color porpora), qualcosa in maniera più evidente (Hubbard odiava gli psicologi e la psichiatria, ed ecco perché i cattivi sono stati rinominati Psychios).
Vidi il film solo alla premiere: una volta di troppo. Quando decisero che dovevo essere inserito nei titolo di coda, imposi l'utilizzo di uno pseudonimo: Sir Nick Knack. Non vollero; pensai di togliere il mio nome, ma il mio agente e il mio avvocato me lo sconsigliarono: c'erano dei soldi da dividere.
Ora, rivedendo il film con un nuovo sguardo, potrei dire di esserne fiero. Tra tutti i film schifosi, questo è il peggiore di tutti.
E alla fine, Scientology mi ha fatto finire a letto con qualcuno? Che ne dite? Di solito se vado da una donna e dico di aver scritto Battaglia per la Terra, non combino niente. Spero di riuscire a imbottigliare questa cosa e utilizzarla come anticoncezionale..."
Chissà se qualche rappresentante del popolo italiano farà mai qualcosa del genere (nessuno mi toglie dalla testa che sostituendo i nomi e cambiando Scientology con il Pdl la lettera funziona stranamente lo stesso). Certo viste le ultime elezioni regionali la vedo purtroppo molto, molto, ma molto difficile...

25.3.10

Blossom

Internet ti presento Blossom, Blossom ti presento Internet.
E' davvero troppo presto per parlarne, ma ben nascosti dietro la poltrona ci siamo io e quella maga della matita di Sara Spano.

23.3.10

Il Principio


Questo blog non è l'unica mia presenza in rete. Se vedete qua a destra, subito sotto il profilo, c'è un indirizzo a un sito web. Su timedrop.net c'è tutto il resto che non posto qua sopra, ci sono romanzi incompiuti, ci sono pagine con i video che ho realizzato o a cui ho partecipato, e c'è anche la pagina dedicata alla narrazione interattiva. Cosa sia lo spiego QUI e dallo stesso indirizzo potete cominciare a provare a leggere questa forma (nuova?) di scrittura con un progetto che si chiama "Il Principio" (ellosò, che fantasia eh?).

Il Principio è una sorta di romanzo epico basato su personaggi semi-divini in un mondo sull'orlo dell'apocalisse. Così, giusto per cambiare ancora una volta genere che magari poi si pensa che sono solo lo scrittore di graphic novel impegnati (al maschile che l'Accademia della Crusca ha stabilito così). Ci tengo particolarmente a questa cosa storia anche perché rappresenta sia una sfida che un gioco e, dai commenti che ho avuto dai poveracci che ho costretto a farmi da beta-tester, pare che sia anche divertente da leggere oltre che da scrivere (vi devo un caffè ragazzi), tanto che ho deciso di "pubblicizzarla" pure da queste parti. Per iniziare a leggere clickate QUA.

Il disegno di presentazione all'inizio di questo post invece è Ryozune, uno dei protagonisti del racconto, ed è opera del buon Federico Rossi Edrighi, compagno di scrivania qua in Rainbow. Finalmente, dopo inenarrabili traversie, c'ha un blog. Fatevi un regalo e andate a curiosare dalle sue parti che ha talento da vendere. Tanto. A pacchi e per corrispondenza.

18.3.10

Per imparare a scrivere devi leggere tanto

Ed è vero, verissimo. Solo che quando scrivi sceneggiature mica è così facile trovarne in giro. O meglio, non ERA così facile trovarne in giro quando ho iniziato a scrivere. Ancora mi ricordo un regalo di compleanno magnifico con la sceneggiatura di Jackie Brown di Tarantino oppure questo libretto qua:


Per me fu un evento il poter sbirciare "dietro le quinte" di un fumetto italiano. E la descrizione della prima tavola con Sclavi che dice a Casertano che piove ancora me la ricordo.
Nel frattempo vennero le edizioni speciali del Ritorno del Cavaliere Oscuro con tutta la sceneggiatura e i layout  fino alla Lega degli Straordinari Gentlemen di Moore in formato gigante o alle Avventure di Teddy Parker di Berardi

Poi arrivò la Rete e le cose cambiarono radicalmente. Mi misi a scaricare tutte le sceneggiature su cui potevo mettere le mani e che allora erano una rarità. Mi fermavo di più al lavoro a Cinecittà per stamparmele di straforo e rilegarle. Una delle prime che girò fu quella di 2001: Odissea nello Spazio, che nella versione che si trova ancora on-line ha persino il timing alla fine di ogni blocco narrativo. Se mai vi venisse voglia di leggere uno script, questo non è il più facile ma è di sicuro uno tra i più completi. C'ha talmente tanta roba che almeno la metà  manco si scrive in altri film o in altre sceneggiature.

Adesso trovare le sceneggiature in rete (soprattutto di film) è diventato facilissimo. Cameron ha persino messo on-line gratuitamente quella di Avatar come operazione di marketing. Segnalo qui solo due siti: Screenplays for You per le sceneggiatura cinematografiche e The Comic Book Script Archive per i comics americani. Per il resto, Google è nostro amico. E meno male vista la faticaccia che toccava fare una volta...

14.3.10

Karigurashi no Arrietty

E' il nuovo film dello studio Ghibli. 




E' tratto dalla serie di romanzi The Borrowers di Mary Norton (autrice anche del romanzo da cui la Disney ha tratto quel capolavoro di Pomi d'Ottone e Manici di Scopa). Affidato al regista esordiente Hiromasa Yonebayashi (ma che con la Ghibli ha già collaborato un bel po' come animatore), dovrebbe uscire nelle sale nipponiche il 17 luglio 2010.


Miyazaki ha scritto la sceneggiatura e ha partecipato allo storyboard. La vicenda è ambientata a Tokyo ai tempi nostri, proprio a Koganei dove ha sede lo studio (ci ho vissuto un mese e ci ho lasciato un pezzo di cuore... Non nella Ghibli, a Koganei). L'impressione generale è che lo studio de La Città Incantata stia cercando di uscire con nuovi prodotti ma anche con nuovi artisti e registi. Miyazaki e Takahata, pur a lavoro su nuovi progetti, stanno spingendo molto in questa direzione.


Molte delle colonne portanti del Ghibli stanno lavorando al film che da un post tradotto da Nausicaa.net a febbraio era arrivato così con la produzione:



* Key animation: 547 cuts (32,000 pieces) completed - 55%
* Animation: 375 cuts (24,000pieces) - 37%
* Painting: 250 cuts - 25%
* Background painting: 350 cuts - 35%
* Completed cuts: 212 cuts - 21% (~19 minutes)
Total running time will be a ~100 minutes.
* Chief animator: Akihiko Yamashita, Ai Kagawa
* Animation check: Kaori Fujii
* Art director: Yoji Takeshige, Noboru Yoshida
* Cinematography: Atsushi Okui
* Color designer: Naomi Mori (She debuts with this film)
* Sound effect and Music: Kouji Kasamatsu
La colonna sonora è stata invece affidata a Cecile Corbel, giovane compositrice francese. La Ghibli ha messo su un sito web, un blog e per la prima volta un canale YouTube. La scelta dell'arpa celtica per la colonna sonora, il coinvolgimento di Miyazaki solo "dietro le quinte" e l'utilizzo della rete in maniere nuove per lo studio di Koganei danno l'impressione che la Ghibli ci creda davvero stavolta, o almeno molto di più che per I Racconti di Terramare che pur essendo andato molto bene in Giappone ha riscosso decisamente poco successo da queste parti. Sinceramente, ero rimasto parecchio deluso da Terramare. Era un film poco coeso, che alternava momenti spettacolari a incertezze sia registiche che di sceneggiatura. Arrietty potrebbe essere invece un passaggio importante per lo studio, proprio per cercare di affrancarsi dalla figura ovviamente ingombrante di Miyazaki.
Per adesso on line si trovano un teaser e un'intervista alla Corbel con un'anteprima del tema. Qua sotto trovate tutto. Ad una prima occhiata questo progetto promette bene ma staremo a vedere.

12.3.10

Non so cosa sono...

...ma ne voglio uno!



QUA la gallery di Wired Italia.

QUA il sito del tipo che le fa.

Il discorso sull'arte contemporanea che si ibrida tra ceramiche stile Ming e iconografia POP-JAP ci può sicuramente stare... ma ammettiamo la verità: è solo una coattata di prima categoria e nessuno mi toglie dalla testa che l'inspirazione sia stata questa:

11.3.10

Sbattimenti

Premetto una cosa. Io adoro il mio lavoro. Mi sento un privilegiato a poterlo fare. Ci metto sempre tutto me stesso, o almeno ci provo. Ci sono però momenti in cui davvero mi rode. Adesso non è importante il per come o il perché. Diciamo solo che siamo in Italia e se uno si può fare delle leggi per sistemarsi i beneamati cazzi suoi, altri purtroppo devono chinare la testa.

Quando sto così mando tutto a quel paese vado a cercarmi qualcosa che mi ricorda perché lo faccio, perché sto qua, perché alla fine dei conti sono fortunato a poterlo fare. Oggi la mia barretta cioccocremolatodelizia al triplosupergusto di Willy Wonka dalla carta dorata è questo:



Il film s'intitola The Secret of Kells, viene dall'Irlanda ed è stato pure candidato all'Oscar 2010 (poi vinto da UP della Pixar). La storia è ambientata nell'Irlanda medioevale, tra monasteri, vichinghi e divinità serpentiformi. Si inspira al manoscritto miniato The Book of Kells che sta a Dublino (inspirato al libro stesso, non al contenuto che sono i 4 vangeli) e per tutte le informazioni su cast, storia e quant'altro vi rimando al bellissimo sito del film (è talmente bello che ci dovete andare). Non so ancora se c'è una distribuzione in Italia, ma oggi mi ha davvero riconciliato col mondo. Qua sotto un estratto:



E adesso qualche screenshot:

9.3.10

Bilbolbul - il giorno dopo

Ok. C'è davvero troppo da dire. E poi sono un deficiente, non ho scattato praticamente nessuna foto. Ma a parte questo è andata bene.

Davvero MOLTO bene.

E' iniziata con un incontro strepitoso di Sayo. Il moderatore era Renato Pallavicini, con Yoshiko e me c'era Marco Ficarra con il suo intenso Stalag XB.

Di gente ce n'era tanta, sia addetti ai lavori che non. L'incontro parte subito sul filo dei ricordi e Renato fa domande interessanti e ci mette anche un po' in difficoltà per la sua competenza sugli argomenti trattati oltre che per la sua grande conoscenza del medium fumetto. Marco invece presenta un libro forte, molto distante da Sayo come impostazione grafica e narrativa ma decisamente vicino per quanto riguarda il discorso sul recupero della memoria.

In sala c'è tanta gente e c'è un uomo con i tratti orientali. E io ogni volta che presento Sayo mi sento sempre un po' sotto esame. So di aver fatto bene i compiti a casa, non abbiamo strafalcioni storici nel libro e la presenza di Yoshiko mi permette di stare tranquillo per quanto riguarda usi & costumi.
Ma io non sono giapponese e quindi un po' di ansia c'è sempre.

L'incontro finisce, si passa alle domande e l'uomo (che poi scoprirò chiamarsi Ren) alza la mano per intervenire.Ok, ci siamo... penso.

Ren è cinese. Vive da un po' di anni in Italia. Il suo accento è musicale e parla un discreto italiano. E' cresciuto con la madre che gli raccontava l'alta faccia della Storia di Sayo. Gli raccontava di quanto i giapponesi fossero stati crudeli e disumani con i cinesi. Gli raccontava di Nanchino (occhio a seguire il link che alcune immagini sono davvero pesanti). Gli raccontava di come quella pagina di storia sia ancora una ferita aperta.

E poi Ren ci ringrazia per il lavoro fatto con Sayo. Ci ringrazia perché con la nostra storia gli abbiamo permesso di conoscere chi erano i giapponesi dall'altra parte. Le loro sofferenze e le loro miserie che erano comuni anche al popolo cinese. E ci dice che lo avrebbe fatto leggere ai suoi figli. Per dimostrargli come si è tutti vittime e carnefici, per fargli conoscere sia la loro storia che la storia degli altri. A Ren risponde Yoshiko. Io sono troppo emozionato per riprendere il microfono. A fine incontro vado da lui. Mi chiede di autografargli il libro e io lo ringrazio davvero per avermi regalato questo momento. Ci salutiamo con un mezzo inchino, una mezza stretta di mano. E io sono talmente emozionato che mi porto quella sensazione fino al ritorno a Roma.

Il resto della giornata è fatta dalla mostra di Marco Ficarra dei suoi originali di Stalag XB. La mostra oltre che a Bologna sarà anche al Comicon di Napoli. Le tavole di Marco dal vivo vibrano di un'energia particolare diversa da quella che potete trovare nel volume. La visita è assolutamente consigliata.

L'ospitalità del Bilbolbul è stata magnifica.  Ringrazio Emilio e tutto lo staff per la disponibilità e la premura che hanno dimostrato nei nostri confronti. A cena poi ho conosciuto quel genio assoluto di Paolo Bacilieri (s'aspetta sto Salgari allora!).

La giornata di Domenica mi ha visto poi impegnato con Massimiliano De Giovanni & Andrea Accardi per la presentazione del loro Il Viaggio di Akai. Inutile dire che mi sono divertito da matti. Sala piena e tanta gente. E la notizia buona è che a maggio esce il secondo volume.

E poi in ordine sparso: le chiacchiere con Skiribilla (rispetto e ammirazione! E grazie davvero della fiducia!); la presentazione di progetti nuovi e alcune notizie interessanti dall'estero (no, non posso dire ancora niente); la mostra di Vanna Vinci sulla sua Bambina Filosofica declinata come oggetto di design (tanto Vanna è un genio qualunque cosa faccia); la gentilezza di Giovanni Mattioli (un mio grazie speciale va a lui, per la sua disponibilità e professionalità. Giovanni fa un lavoro dietro le quinte che per me è fondamentale e colgo finalmente l'occasione per ringraziarlo davvero di tutto).

E ovviamente un grazie speciale anche a tutti voi che siete passati a trovarci, siete stati davvero tanti!

5.3.10

Bilbolbul -1

Sto impicciato con i preparativi di domani e scrivo solo per ricordarvi che ci vediamo per le 11:30 alla Libreria Feltrinelli Ravegnana.

Vi lascio però con questo. E' realizzato in stop motion e chi l'ha fatto giura di aver usato solo una web-cam, senza interventi di post produzione. Se è davvero così, rispetto e ammirazione.

4.3.10

Bilbolbul -2

Ieri nel post del Bilbolbul dicevo che c'era una cosa che mi metteva un po' d'ansia rispetto a questa manifestazione. Le fiere normalmente non lo fanno mai, anzi. Adoro poter conoscere persone nuove, gente con cui confrontarmi (siano le critiche al mio lavoro positive o negative). E poi le fiere del fumetto sono state una parte importante della mia adolescenza. Ricordo ancora la mia prima Lucca, le prime firme dietro lo stand, i momenti epici in cui ci si sentiva male dal ridere, le corse per beccare un autore e farti firmare qualcosa... Vabbè, sono ormai un vecchio nostalgico ma nel post non voglio parlare di questo.

Voglio parlare di QUESTO:

Mi è stato chiesto di fare da moderatore per un incontro con a Massimiliano De Giovanni & Andrea Accardi per presentare il loro nuovo lavoro, Il viaggio di Akai.


Lo ammetto senza pudore, sono andato in ansia. Ci ho pensato un bel po' al perché. Non è la prima volta che presento qualcosa, il pubblico non mi ha mai intimorito. Massimiliano e Andrea, conosciuti a Lucca 2008, sono simpatici e disponibili... il problema era sicuramente un altro.
 
E alla fine ci sono arrivato, alla fine era semplice. Ero emozionato di partecipare a questa cosa perché Akai m'è piaciuto davvero tanto. Credo sia la cosa più matura di Massimiliano e Andrea. Vi è dentro tutto il loro amore per il Giappone, tutta la loro cultura e la passione per un argomento che mi ha sempre affascinato. E poi le tavole a colori di Andrea sono qualcosa su cui lasciarci gli occhi...

 
Ovviamente la mia risposta è stata professionalissima. Ho accettato ringraziando per la fiducia accordatami, ho fatto le mie ricerche. Mi sono riletto Barcode e Mattero & Enrico così, tanto per stare sul sicuro, e ho preparato le mie belle domande su questo on the road intriso di mitologia giapponese. Ma se passate a trovarci Domenica 7 alla Libreria Melbookstore  per le 15:30 non fatevi ingannare. La mia partecipazione avrà ben poco di professionale e tutto del fan sfegatato. E già che ci sto, ecco la copertina del secondo volume de Il viaggio di Akai.
Mica niente...

3.3.10

Zai.net

Su Zainet di questo mese c'è un'intervista al sottoscritto.

QUA il link al pdf (mi trovate a pag. 54).
E qua sotto le due pagine in jpg.

 

  

L'intervista è della brava Elisabetta Raggio. Tenetela d'occhio che ha professionalità e passione da vendere. E poi mi ha fatto fare una gran bella figura da autore figo :P

Bilbolbul -3

Comincia il conto alla rovescia per il Bilbolbul. Sono molto contento all'idea di essere ospite a Bologna ma anche un po' in ansia per una cosa, di cui però vi parlerò domani.

Intanto mi hanno comunicato quando ci sarà la sezione di dediche:

Sala Borsa, ore 17:30

Non so se sarà presente solo Yoshiko o ci sarò anch'io (ancora non mi è molto chiaro...). Eventualmente non fossi presente, non fatevi scrupoli e bloccatemi pure se mi vedete in giro che ci facciamo due chiacchiere.

Qua sotto il video di presentazione del festival... ma quanto sono belle le cose di Lorenzo Mattotti?

2.3.10

Colleghi


Grazie Marco. Poi dici quando i colleghi ti vogliono bene...

Ah, quello dietro con il nasone... aspetta, meglio un'altra cosa...Quello alto è Mauro Uzzeo. Quello basso è Federico Rossi Edrighi (sia maledetto che non si fa linkare)
E la maglietta di Mauro è bellissima.
E il disegno è di Marco Marini (maledetto pure lui che non si fa linkare).

PS: Edito che Marini c'ha il blog. Praticamente vuoto ma ce l'ha... Federico sei rimasto solo tu.

Quando i Giapponesi lo fanno più a lungo...

Uno dei riti che si consumano regolarmente qua in ufficio è il passaggio al centro commerciale nella pausa pranzo. Il centro in questione è quello di Porta di Roma e c'è un negozio in cui ormai pure i commessi mi salutano a forza di vedermi tutti i giorni.

Fnac è una maledizione. E' lo scilla & cariddi del mio portafoglio. E' il negozio in cui prima o poi durante la settimana qualcosa finisco per comprare. A volte sono cose inutili, altre sono cose che mi illudo mi servano davvero (oh!è.uscita.l'edizione.sette.dischi.di.questo.film.vietnamita.muto.impossibile.da.trovare.che.non.posso.non.avere!)
Altre volte compro spinto magari dall'impulso di un momento, da una quarta di copertina intrigante o da una bella immagine. Un'immagine come questa:


Il DVD è italiano, ma non fatevi ingannare. Ha solo la copertina e i sottotitoli in ITA, poi è puro JAP. Comunque non mi faccio scoraggiare dalla barriera linguistica e lo prendo.

Il film in sé mi è piaciuto molto. Sullo sfondo di una bella ricostruzione dell'epoca Meji, la storia d'amore tra un samurai povero e una sua vecchia amica d'infanzia in una società che sta cambiando, che presto considererà i samurai un'anticaglia, è raccontata molto bene. Niente duelli alla Dororo ma una bella storia raccontata bene, tanto che il film scivola via tranquillo e lascia soddisfatti. Visti i passaggi nei vari festival mi son detto non male sto tipo, vediamo se ha fatto qualcos'altro... convinto di essere incappato in un nuovo regista alla sua opera prima ma che aveva un ottimo, ottimo senso del racconto e del ritmo cinematografico.

Il qualcos'altro Yoji Yamada l'aveva già fatto. E non aveva fatto poco. E' un regista nato nel 1931, emigrato nella Manchuria occupata e tornato poi in Giappone dopo la guerra. Ha esordito come sceneggiatore nel 1958 e da allora ha fatto quasi due film all'anno.

In patria è famoso soprattutto per una serie chiamata "Tora-san", entrata nel guinnes dei primati per essere la più longeva serie legata ad un personaggio e realizzata quasi sempre da Yamada (non ha firmato solo due regie ma ha scritto tutte le sceneggiature) con sempre lo stesso attore nel ruolo di protagonista, Kiyoshi Atsumi.

La serie è stata realizzata ininterrottamente dal 1969 al 1995, conta 48 film e per più di 20 anni ha avuto due uscite ogni 365 giorni, una in estate e una in inverno.
La serie si è interrotta nel 1995 con la morte dell'attore protagonista e da allora Yamada si è dedicato ha progetti suoi. Tutt'oggi , a 79 anni, continua a sfornare almeno un film all'anno.

Ecco perché mi sembrava che ci fosse una mano esperta dietro al Samurai del Crepuscolo...

PS: Ovviamente Yamada ha poi continuato e ha tirato fuori una trilogia sui samurai. Gli altri due della serie sono The Hidden Blade e Love & Honor. Qui sotto le due copertine, sempre molto belle.


1.3.10

Auguri!

A Mantova non c'ero, impicciato come sono per i preparativi del BilBolBul di Bologna che si terrà questo week end. Un po' sto rosicando, però,  perché finalmente sono state rese note due notizie che mi fanno particolarmente felice visto che coinvolgono due persone che conosco da un bel po'.

La prima è che John Doe ha un nuovo copertinista.



Il genio dietro quest'immagine è Davide De Cubellis. Non posto nient'altro semplicemente perché dovete ASSOLUTAMENTE fare un giro dalle sue parti. Perdetevi pure tra le sue cose ma attenti a non smarrirvi del tutto che i lavori di Davide possono generare dipendenza.

L'altra notizia è che sul blog di Roberto Recchioni è stato annunciato anche il nuovo sceneggiatore di John Doe. E qui scusatemi ma perdo un po' del mio consueto contegno.

DAJEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE MAUREEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!

Il Maurè di cui sopra è ovviamente il Mauro Uzzeo che spesso ricorre anche da queste parti. Un amico, un beige, uno small soldier, un uizzomanilio, ma più di tutto un fratello.

Un grosso in bocca al lupo alla nuova crew di John Doe e, giusto per favi lavorare sereni, vi si aspetta al varco adesso! :)

Alice

C'era questo:



E poi ho scoperto questo (è tutto il film del 1903, restaurato e messo on-line dal British Film Council. Dategli un'occhiata che merita davvero, soprattutto l'ultima parte con la Regina di Cuori).



Ma a che serve questo???



E a parte le sfracelo di soldi che farà, perchè Tim Burton continua a tirare fuori sta roba? Ad oggi, si preannuncia come il film più inutile di inizio anno. Non so se sarà il più brutto, ma la palma del più inutile la vince a mani basse.