29.5.10

Fine settimana a scrivere...

... e con l'ultimo dei Soulfy in sottofondo. Reminiscenza adolescenziale che però, a discapito del pezzo in sé, mi rilassa sempre. E poi scrivere con del metal come colonna sonora è uno dei piccoli piaceri della vita!

27.5.10

[RiR] The Call of Cthulhu

Inizio oggi una nuova rubrica del blog a cadenza irregolare (strano eh? Di solito sono così preciso...)
La rubrica in questione verrà identificata dal tag [RiR] che significa semplicemente Recensione in Ritardo. Questo perché sono buoni tutti a fare la recensione del film uscito lo scorso Venerdì e quindi, per essere fedele alla linea editoriale di questo blog, farò solo recensioni rigorosamente in ritardo.
Potranno essere in ritardo di decenni, anni o semplicemente giorni, ma saranno sempre e comunque fuori tempo massimo. Ah, si parlerà anche di musica, fumetti e letteratura, tanto per non farci mancare niente.


E per inaugurare la rubrica oggi parlerò di questo.



Ora, io con Lovercraft ho un rapporto strano. L'ho scoperto recentemente, l'ho letto recentemente e nell'eterna diatriba tra Poe e Lovercraft sono sempre stato più dalla parte del poeta alcolista. Eppure ammiro smodatamente Lovecraft  per una cosa: ha creato una delle cosmogonie più affascinanti mai messe su carta. L'idea che in quegli anni sulle riviste pulp vari scrittori attingessero uno dal patrimonio letterario dell'altro è una cosa che ancora mi affascina. La sua costruzione dei Miti dei Grandi Antichi è quindi una delle creazioni narrative meglio riuscite di quel periodo (insieme ovviamente all'epica Hyboriana del Conan di Howard. E per gli appassionati del genere non c'è niente di meglio di leggere di Conan che le suona a qualche cultista che sembra uscito direttamente dalla pagine del Richiamo di Cthulhu).

Lo scrittore di Providence però è stato sempre un po' bistrattato dal figlio indiretto di quelle narrazioni d'intrattenimento e di fascinazione. Il cinema infatti ha provato non poche volte a fare degli adattamenti dei racconti di Lovecraft ma quasi tutti sono finiti malamente. E vorrei anche vedere. Come lo metti in scena un'orrore innominabile e indescrivibile? L'intera poetica di Howard Philips si basa sul non descrivere, sul non dire, sul lasciare al lettore il compito di creare il mostro nella sua testa. E con il cinema una cosa del genere raramente funziona.

Nel 2005 però è uscito quello che a prima vista sembrava un fan-movie ma che poi si è rivelato molto di più per tutti gli amanti di Lovercraft e dell'horror classico in generale. I ragazzi della H. P. Lovercraft Historical Society hanno infatti realizzato un medio metraggio tratto dal racconto più famoso in assoluto di Lovercraft
The Call of Cthulhu ripercorre per filo e per segno il racconto di H. P. e lo fa utilizzando un proprio linguaggio narrativo, il Mythoscope. Quello che Andrew Leman & Sean Branney mettono in scena è infatti non solo l'adattamento del racconto ma un vero e proprio revival della grammatica narrativa dei film muti. Lo fanno sotto ogni punto di vista, con la fotografia, la scenografia e la recitazione. Come a dire che per rendere credibile l'innominabile l'unico modo è (ri)creare un linguaggio ex-novo basandosi su un modo di fare film ormai praticamente estinto.

L'intuizione è geniale.
"Nobilitato" dal bianco e nero e dal muto, il film su Cthulhu diventa improvvisamente credibile. La sua estetica, i suoi effetti speciali volutamente vecchi generano nello spettatore un realismo molto maggiore che se Cthulhu fosse stato realizzato interamente in CGI. Si chiede al pubblico una sospensione dell'incredulità ben maggiore rispetto a quella solita richiesta in sala (nel cinema in generale vige la regola del "più vero della realtà"). Una sospensione che ricorda da vicino quella degli stessi racconti Lovercraftiani, dove qualcuno sopravvissuto miracolosamente all'orrore ne mette a parte i lettori come se si trattasse di un gran segreto. Così in The Call of Cthulhu si chiede allo spettatore di far parte di questo gigantesca messa in scena, di colmare con le sue conoscenze e con le sue proiezioni quello che il Mythoscope non può mostrare perché, semplicemente, impossibile da far vedere.

E' affascinante come un linguaggio, quello cinematografico del muto, venga ripreso e nobilitato per raccontare una storia altrimenti infilmabile. E' come a voler dire che nel suo sviluppo storico il film abbia avuto tante lingue e che, come una scena western è difficile girarla senza rifarsi a Leone, così una su un orrore innominabile si può filmare solo con tecniche di 100 anni fa. Una soluzione simile la usa spesso Tarantino nei suoi film (una sequenza su tutte, la chiacchierata del colonnello Hans Landa nella fattoria francese all'inizio dei suoi Bastardi senza Gloria) ma la scelta dei ragazzi della Società Storica è più radicale perché non lascia spiragli alla modernità.
E il risultato è più che buono tanto che, citando wikipedia, il loro Call of Cthulhu "è generalmente ritenuto il miglior adattamento realizzato da questo racconto".

Il loro lavoro gira per vari festival dove viene accolto più che degnamente e adesso è disponibile in DVD nel loro negozio on-line. L'edizione è particolarmente buona e, piccola curiosità, i ragazzi hanno adattato in 22 lingue i cartelli presenti nel filmato, quindi ve lo potete tranquillamente vedere in Italiano senza la bruttura dei sottotitoli. Occhio però a fare un salto dalle loro partii se siete fan di Lovercraft che c'è veramente un sacco di roba da veri nerd (tipo una felpa della spedizione antartica de Alle Montagne della Follia che adesso è gelosamente custodita nel mio armadio).

Dopo 5 anni, i ragazzi di Lovercraft ci stanno riprovando con il racconto Colui che sussurrava nelle tenebre adattato nel loro omonimo The Whisperer in the Darkness. Stavolta si abbandona il film muto ma non il Mythoscope e quell'operazione sul linguaggio cinematografico. Da quello che si vede nel trailer il film sembra però spostato molto più avanti, negli anni '40 del bianco e nero classico di Hollywood. Sono davvero curioso di vederli all'opera in questa loro nuova avventura. Intanto eccovi il trailer.

26.5.10

Il finale di Lost

Mi ero ripromesso in tutti i modi di non scrivere nient'altro sull'argomento. Ne avevo parlato QUA e tanto bastava.

Ma poi ho visto l'ultima puntata.
In due parole, è il perfetto manuale di come mandare a puttane il lavoro di sei anni (ok dai, tre che a me le stagioni dalla quarta alla sesta hanno fatto abbastanza schifo).
Ma non starò qui a dire quanto è una monnezza non solo l'idea alla base ma proprio l'intero svolgimento, di come si sono rimangiati le caratterizzazioni dei personaggi. Di come non hanno spiegato un bel niente ma hanno solo giocato a tana libera tutti con la soluzione più semplice (soluzione che avevate detto non era mai neanche stata presa in considerazione, miei cari sceneggiatori).
La mia recensione di Lost si articolerà grazie a quattro immagini dei momenti salienti di questa saga:

25.5.10

Oggi...

...sto davvero uno straccio. Mal di gola, mal di testa, poca voglia di lavorare e dieci tavole di una sceneggiatura su carta che mi aspettano per essere tradotte in un italiano intellegibile.
Ma lo faccio domani va, che oggi è già dura portarsi a casa la giornata in questo stato. Il massimo dello sforzo a cui posso dedicarmi è linkare un piccolo gioiellino della Ghibli. Godetevelo che merita.

23.5.10

Azureus

Ok, ammettiamolo. Non è niente di che. Lo studio che l'ha prodotto sembra una realtà piccola, almeno dalle poche informazioni che sono riuscito a trovare in rete, e in giro si è visto decisamente di meglio da un punto di vista tecnico (Final Fantasy Advent Children tanto per citarne uno).
Ma che volete farci, il fan di Ghost in the Shell che è in me si diverte con poco. Anche se, prima o poi, questa soddisfazione nella vita me la devo togliere e partecipare a una produzione del genere!

22.5.10

Lost (in transcription)

Stanotte mi sono svegliato per un incubo.
Ero in galera. Parlavo con delle persone. Non ricordo molto altro. Non era importante perché fossi stato  rinchiuso, era fondamentale il fatto che io fossi là, bloccato.
Ed è purtroppo una cosa che di recente mi è capitata un po' troppo spesso. Divento rigido. Scrivo con difficoltà. Le mie cose mancano di spunti interessanti e spesso finiscono direttamente nel cestino. Riscriverle mi costa fatica e sono costretto a tornare due o tre volte su paragrafi che un mese fa avrei scritto ad occhi chiusi.
Ora, avessi chiuso qui sarebbe stato un normalissimo post sul male di vivere.
Il fatto è che oggi mi sono pure messo in pari con la sesta stagione di Lost, in vista del gran finale di domani.

Cari autori, voi avete la mia comprensione. Con Lost avete tirato avanti per sei anni. Io, lo ammetto, mi ero già stufato alla terza stagione ma ho tenuto duro pur di vedere dove andavate a parare. Non è stata cattiveria ma solo curiosità pura e semplice.
E almeno da parte mia, sappiate che vi voglio bene perché so cosa si prova a dover rispettare una scadenza ma l'inspirazione non ne vuole sapere di arrivare.
Solo un piccolo consiglio per la prossima volta. Se proprio vi viene in mente di inserire un giapponese di nome Dogen e un'allegra chiacchierata intorno al fuoco tra candidati e gente morta rifletteteci bene prima di convincervi che sono delle grandi idee.
Il cestino è vostro amico.

Comunque sia, in qualunque modo avete deciso si concluderà questa avventura, ormai è andata.
E alla fine, lo ammetto, mi mancherete.
Non troppo però.



PS: col senno di poi, quanta verità c'è in questo video?

19.5.10

La Scusa (e due)

QUA trovate la prima parte, sotto invece la seconda.


[...]

Il Consulente scrutò con attenzione il signor Piccoli. L'uomo lo stava fissando, con quei suoi occhi sottobosco smorto. Se non lo buttò subito fuori dall'ufficio fu proprio per quello sguardo così concentrato, così speranzoso e allo stesso tempo deciso.
“Mi faccia capire bene” si sorprese a dire il Consulente “lei vorrebbe da noi una... scusa... che le permetta, esattamente, di fare cosa?”
“Una Scusa. S maiuscola” disse Augusto. E aggiunse “Per non dover più preoccuparmi”.
“Ma preoccuparsi di cosa?”
“Di niente. Non voglio preoccuparmi di niente” rispose lapidario Augusto Piccoli.

Il Consulente a quel punto fu sicuro di essere incappato in un bel matto, di quelli che parlano con i santi e sbraitano da soli. Decise però di stare al gioco, di rilassarsi un po' e di divertirsi alle spalle del povero fesso. In fondo, era pagato per ascoltare i clienti. Tutti i clienti.
“Bhè, si renderà conto signor Piccoli, che la sua richiesta è un tantino stravagante. Anche perché il costo di una polizza assicurativa del genere sarebbe molto, molo alto” riprese il Consulente sorridendo affabilmente al signor Piccoli.
“Non ho soldi io però...” rispose Piccoli, a disagio.
“Questo, lei comprenderà, è un bel problema... Mi perdoni la franchezza, ma come aveva intenzione di pagare i nostri servizi, signor Piccoli?”
Augusto recuperò subito sicurezza, e con un mezzo sorriso che sapeva già di trionfo rispose: “Semplice, vi cedo i diritti della mia idea”.
“Prego?”
“I diritti, la proprietà intellettuale e i profitti che ne derivano. Ve li do in cambio della Scusa, insomma. Ve la potete rivendere a chi vi pare e farci quello che vi pare”.
Il Consulente restò un attimo a bocca aperta. Intraprendente l'ometto... pensò.
Piccoli riprese: “Sì, tanto come ho detto, io non voglio più preoccuparmi. E quindi dei soldi non me ne faccio niente. La mia idea è tutta vostra. Però io voglio in cambio l'abbonamento a vita alla Scusa”.
“L'abbonamento eh?” rispose il Consulente “E mi dica signor Piccoli... lei ha già un'idea di come vorrebbe far funzionare la sua scusa?”
Piccoli armeggiò con la valigia di cuoio, la aprì e porse al Consulente un piccolo fascicolo scritto a mano fatto di fogli protocollo rilegati, di quelli che si usano a scuola. Sulla prima pagina c'era scritto in chiare lettere stampatello “LA SCUSA” e sotto più piccolo “un'idea del dott. Augusto Piccoli”. Seguiva il simbolo del copyright fatto a mano affiancato a un anno, 2008.
 
Il Consulente sfogliò il dossier.
Si trattava di una raccolta di articoli di giornale, tutti debitamente annotati a mano dal Piccoli, in cui si discorreva di copertura gsm, telefonia cellulare, liturgia cattolica, psicologia junghiana e analisi di sette religiose.
Il Consulente si avvicinò alla scrivania e appoggiò il faldone sul tavolo di cristallo. Sedeva teso senza poggiarsi allo schienale.
Nel fascicolo c'erano foto di santi e di santoni. C'erano grafici sulla vendita dell'iPhone e una mappa dell'Italia con indicata chiaramente la copertura radio dell'intero territorio nazionale. C'era lo schema tecnico del Wii e delle foto di quello che poteva sembrare l'iPad e una foto della prima versione della home page di Facebook.
C'erano analisi spettrografiche dell'anima e schemi di costruzione per bobine di Tesla, c'erano scritti sulla vocazione e saggi antropologici sui riti sciamanici e sul potere di suggestione dei moderni mass media.
“Si sente bene?” la voce apprensiva di Augusto Piccoli riportò improvvisamente il Consulente alla realtà che annuì senza rispondere.
Lì per lì gli era passata la voglia di ridere, qualcosa nella sua testa era scattato. Qualcosa di assurdo eppure geniale. Qualcosa che, in via teorica e assolutamente speculativa, avrebbe potuto persino funzionare. Il problema era la gente. Quante persone ci sarebbero volute per far funzionare davvero la Scusa? Centomila? Trecentomila? Un milione? E cosa sarebbe successo quando la rete fosse stata finalmente in piedi? Era davvero legale un'operazione del genere? Nella testa del Consulente si accavallavano proiezioni, campagne marketing, piani di espansione e budget miliardari.
L'idea generale era chiara ma arrivato al dunque il dossier si interrompeva. Alzò lo sguardo sul suo cliente che adesso sorrideva sornione.
“Le ultime pagine solo a contratto firmato, lei mi capisce... lo spionaggio industriale è una gran brutta cosa” disse Augusto.
Il Consulente fu costretto a raschiarsi la gola prima di parlare.
“Signor Piccoli, da quel che leggo devo ammettere che la sua idea è... interessante...” disse il Consulente con la bocca secca “ma necessiterebbe di uno start-up imponente e di una sperimentazione lunga forse anni...”
“Sperimentate su di me” lo interruppe Augusto Piccoli “vi farò da cavia, anche se legalmente risulterà che voi mi state solo dando il servizio che io vi ho richiesto. Ci guadagnate voi e ci guadagno io”.
Il Consulente sorrise inconsapevolmente. Augusto Piccoli aveva pensato quasi a tutto. Quello che non c'era scritto in quel dossier però era altro. Mancava del tutto un'indicazione sulla copertura finanziaria necessaria a un'operazione del genere. Una copertura imponente che avesse la possibilità di sopportare alcuni anni di avvio con ingenti fuoriuscite di denaro a fondo perduto. Ma se una cosa del genere avesse funzionato, se solo avesse potuto essere prodotta, inscatolata e venduta...

Il Consulente si alzò e con aria sinceramente rammaricata disse: “Mi dispiace molto signor Piccoli, ma credo proprio che la nostra società non sia in grado di fornirle quello che ci sta chiedendo.”
Piccoli abbassò lo sguardo, mortificato, sembrava in bambino a cui hanno appena detto che Babbo Natale non esiste.
“Siamo specializzati in coperture finanziarie, in operazioni di risk-management e in assistenza legale. La sua... Scusa... esula in questo momento dalle nostre possibilità. Forse può rivolgersi ad altre società...”
“Ci ho provato...” disse Piccoli con una voce flebile flebile.
“Mi dispiace metterla alla porta così signor Piccoli, ma purtroppo adesso avrei un altro appuntamento...”
“Ah, certo... capisco...” disse il Piccoli, prese la sua borsa e sull'orlo delle lacrime uscì dalla porta biascicando un “Buongiorno” strozzato.
Appena quello strano ometto che stringeva la sua borsa di cuoio al petto ebbe richiuso la porta dell'ufficio, il Consulente si precipitò al telefono.
“Dott. Lindi? Si, buongiorno. Sono il dott. Armetrino --- Sì grazie. E lei? --- Guardi, la disturbo per un...” il Consulente guardò per un attimo il faldone di fogli protocolli “...per un progetto che forse potrebbe interessarle --- Sì, esatto --- Quando possiamo vederci per parlarne? --- Sì. È una mia idea, magari un po' eccessiva ma potremmo --- sì, sì, certo --- perfetto, passerò da lei per le quattro --- Arrivederla --- Arrivederla”.
Il Consulente posò delicatamente la cornetta, respirò a fondo, si infilò la giacca, fece sparire il fascicolo della Scusa nella sua borsa e uscendo annullò tutti i suoi appuntamenti per il resto della giornata.

[...]

16.5.10

Time-lapse

Il time-lapse è una tecnica cinematografica che consiste nel riprendere ogni fotogramma molto più lentamente rispetto alla sua velocità di proiezione. Per capirci, è usata nei filmati scientifici (tipico quello del fiore che sboccia e appassisce) o per l'animazione stop-motion (la tecnica di ripresa è la stessa, sono diversi gli intenti artistici).
Trovo che non tutti i video in time-lapse siano interessanti ma, da quando le fotocamere digitali ad alta risoluzione sono diventate abbastanza comuni, ne circolano sempre di più. Qua sotto un paio di esempi di questa new-wave.
Il primo è una ripresa del vulcano Eyjafjallajökull (per capirci, quello islandese che lascia a terra gli aerei e con il nome che chiunque abbia dato la notizia ha copiato&incollato).
Il secondo invece non è stop-motion ma un vero e proprio incontro di sumo ripreso però in time-lapse. Da qui l'effetto "marionetta" e l'impressione che si tratti di animazione.
Grazie a Michele per la segnalazione.



14.5.10

Mattotti illustra Hansel & Gretel

Adoro Lorenzo Mattotti, ho adorato il suo Hansel & Gretel e vederlo disegnare mi fa impressione, mi lascia ogni volta stupefatto e ammirato a domandarmi come diavolo faccia.

11.5.10

Lo Zeusaphone e l'idea di suonare i fulmini

Le bobine di Tesla sono "in grado di generare veri e propri fulmini, del tutto simili a quelli di origine atmosferica".

Ora, il fatto che Nikola Tesla fosse un genio (anche se a volte un po' troppo sopra le righe) è assodato. E che le sue invenzioni fossero a dir poco strabilianti anche.

Ma che qualcuno utilizzasse i suoi studi per inventare una cosa che si chiama Zeusaphone e che cominciasse a suonare con i fulmini (sì, proprio con i fulmini, è la diversa tonalità della scarica a creare la melodia)  è una cosa che ha sorpreso anche me... e poi con un nome tipo Masters of Lightning & Dr. Zeus!

Ma che razza di nome è Dr. Zeus?!?

Comunque sia, questa loro versione del tema di Mortal Kombat ci sta davvero tutta stasera, visto che sono le 20 e sto ancora in ufficio. Siano maledetti tutti gli dei e i loro fulmini...

7.5.10

Stasera in quel di Trastevere... (e due)

...Sara Spano e Federico Rossi Edrighi intratterranno gli ospiti di Gocce d'Inchiostro con una mostra di alcuni loro lavori e aperitivo annesso.

Si replica a Trastevere e si replica con due autori molto interessanti  e a cui sono particolarmente affezionato.

A Sara perché stiamo facendo questo (qualche altra cosa di questo progetto la potrete vedere addirittura in anteprima mondiale stasera. Così, tanto per fare un po' gli sboroni):

A Federico perché non stiamo facendo ma faremo. Anche se purtroppo non faremo questo (mi piace troppo questo personaggio):


L'appuntamento è dalle 20:00 in poi alla Libreria Gocce d'Inchiostro in Via Agostino Bertani, 11 (sempre a Trastevere e a due passi da Bibli per chi c'era ieri sera e oggi vuole replicare. Replicate va, che stasera merita).

6.5.10

Stasera in quel di Trastevere...

... Mauro Uzzeo, Marco Marini & Pulsatilla presentano il loro nuovo progetto.

Si tratta di un graphic novel per Bompiani particolarmente intenso e particolarmente bello (e anche particolarmente in anteprima, visto che si tratta ancora di un work in progress e che per avere il volume tra le mani toccherà aspettare ancora un po').

Fatevi un favore se siete a Roma a passateli a trovare al Centro Culturale Libreria Bibli in Via dei Fienaroli 28 (a due passi da Viale Trastevere per capirci). Io tanto starò lì tra il pubblico, che una cosa così non me la perdo di sicuro.

E giusto per farvi capire di che stiamo parlando, questa è una tavola della premiata ditta Uzzeo-Marini. Per la serie: quando ti viene da insultarli per il loro talento...

Super Mario Crossover


E' Super Mario con tutti i personaggi classici del Nintendo NES.
Puoi giocare con Mario (of course), con Mega Man, con Link di Zelda, con Samus di Metroid, con Simon di Castelvania e con Bill di Contra. Ognuno con le proprio peculiarità e i proprio poteri a far fuori funghetti e a saltellare per raccoglier monete.
Ringrazio gli dei per aver inventato i geek.

QUA la pagina ufficiale  e QUA per giocare on-line (e occhio che c'è da perderci la giornata).

4.5.10

Il Principio si aggiorna, lento ma si aggiorna


E finalmente i nuovi capitoli de Il Principio sono on-line.
La storia procede e i tre personaggi cominciano a confrontarsi con i loro demoni interiori.

Come spiego nella pagina dedicata alla Narrazione Interativa su timedrop, questo tipo di racconto si basa tutto su frammenti di testo che sono temporalmente e spazialmente non-correlati. O meglio, a prima vista potrebbero sembrare indipendenti ma sta al lettore ricostruire ciò che i frammenti non dicono, creare dei collegamenti oltre ai link già presenti nel testo. A livello di interattività pura, sto ancora lavorando su dei collegamenti semplici e su pochi frammenti, quindi la cosa è ancora circoscritta ma spero di riuscire a farla esplodere presto.

Ora, perché mi sono imbarcato a scrivere un racconto fantasy interattivo? La risposta è semplice, si tratta di uno strumento aggiunto alle partite di un RPG che sto masterizzando. Quello che leggete su timedrop è il passato dei protagonisti del gioco, anche se le due cose non sono strettamente correlate e non c'è problema a leggere il racconto in maniera indipendente.
Il gioco in questione è Exalted, e come si evince dalle immagini a corredo di questo post (una è la cover di un manuale realizzata da Adam Warren, se non sapete chi è recuperatevi la sua Empowered) è una cosetta discreta e fondamentalmente realistica. Per capirci, è un incrocio tra i Cavalieri dello Zodiaco e il Gilgamesh, ed è facile capire perché mi sia fatto convincere a partecipare a questa cosa.

Questa qua sotto, invece, è la migliore recensione possibile che si trova in rete.


1.5.10

Buon Primo Maggio

Personalmente me lo sto passando nella maniera più lavoratrice possibile. Mi tocca scrivere e chiudere dei lavori e poi stare appresso a vari casini a casa. Periodo pieno era e periodo pieno rimane.

Ma almeno mi consolo con questo (sia con il manga della J-Pop che con i 50 episodi della serie che mi sto rivedendo con immenso godimento).