29.7.10

E pure in radio...

Domani, venerdì 30 luglio, mi troverete in radio. E' la mia "prima volta" e non so proprio che ne uscirà, anche se la cosa promette bene visto che ci sarà anche quel genio di TSUNAMI (aka Elisabetta Melaranci, la più brava disegnatrice del mondo).

La trasmissione inizia alle 10:00 del mattino e andremo avanti per un paio d'ore. Credo che parleremo di fumetto e animazione ma essendoci Betta potremmo finire a parlare di qualunque cosa. Se vi va di ascoltarci o magari anche di partecipare via chat, trovate il link allo streaming QUA.

27.7.10

Domani mercoledì 28 luglio...

...mi trovate per l'aperitivo, dalle 18:30 in poi, al Red Angel di Marino a parlare de La Storia di Sayo e di altre amenità, fumettistiche e non.

Ci sarà anche la proiezione del booktrailer e (almeno) un ospite a sorpresa. La serata si concluderà con cena, per chi avesse ancora fame, e concerto. Il tutto organizzato dagli amici di Castelli in Rete.

Se passate, farete di me un uomo felice. Ci si vede là.

26.7.10

La Scusa (e cinque)

QUA la prima parte.
QUA la seconda.
QUA la terza.
QUA la quarta.
Sotto la quinta.
Buona lettura.


[...]

La gente,
in realtà,
è vigliacca.
La gente in realtà è vigliacca.
La gente è vigliacca.
Gente vigliacca.
Vigliacca.
Vigliacca.

Il Consulente andava ripetendosi ossessivamente le parole con cui Augusto Piccoli lo aveva congedato la sera prima. Quel piccoletto, con la sua aria trasandata, l'aveva messo alle strette. Aveva capito tutto.
Proprio tutto.
Il budget, il piano di marketing, quanto rimaneva in cassa per lo sviluppo della fase operativa del progetto Eden... il progetto La Scusa, si corresse mentalmente il dott. Armetrino. Scusa con la S maiuscola, così il Piccoli aveva ribattezzato la sua idea, riportandola al nome originario. E il Consulente era un vigliacco in quel momento, mentre stornava quattrocento mila Euro dal conto della società e li girava ad Augusto Piccoli.
Causale: saldo consulenza.
Ecco fatto, pensò appena il suo terminale gli diede l'ok della transazione effettuata, adesso è tutto nelle tue mani, piccolo bastardo.

Il giorno seguente il Piccoli chiese le schede di tutti i volontari che avevano etichettato come “un'idiozia senza precedenti” il progetto Eden, la reinterpretazione che il Consulente aveva data del progetto originario di Augusto.
E per quindici giorni il dott. Piccoli non fece nient'altro che studiare schede e giudizi. Non si interessò all'infrastruttura tecnologica che il dott. Armetrino aveva costruito con tanta maestria. Non si confrontò con lui, non volle leggere il lavoro dell'equipe della facoltà di Psicologia. Non volle affrontare la relazione del reparto marketing, non volle visitare la centrale operativa né vedere i video con le ricostruzioni delle situazioni tipo del progetto.

Si interessò esclusivamente dei volontari che avevano provato sulla loro pelle il servizio. Lesse e rilesse le loro schede, le loro valutazioni psicologiche, i loro giudizi su tutto l'apparato messo su per offrirgli la “copertura assicurativa definitiva”.

I giorni passavano e il Consulente diventava sempre più nervoso. Aveva stralciato la maggior parte dei contratti e, a chi non poteva essere licenziato, aveva offerto un bonus e tre mesi di ferie pagate pur di comprare il loro silenzio e allontanarli dal progetto.
Ma il Piccoli non si decideva a tirare fuori il coniglio dal cappello. Il Consulente con La Scusa si era giocato tutto, la faccia, la reputazione e la carriera. Sulla carta era semplicemente geniale eppure lui non era riuscito a farla funzionare. Era come se la gente, a cui era stata offerta la risposta ultima ai problemi dell'uomo moderno, l'avesse rifiutata come un organismo rifiuta un corpo estraneo. Con violenza e malessere.
E adesso tutta la sua vita dipendeva dal quel piccoletto che si ingobbiva sulla sedia mentre leggeva e che dopo aver voltato pagina si metteva le mani tra le gambe, come se avesse freddo.

Al quindicesimo giorno Augusto Piccoli convocò nel suo soggiorno il Consulente. Il dott. Armetrino arrivò tutto trafelato. Erano settimane che non riusciva a dormire se non grazie all'aiuto dei farmaci e si presentò alla porta del Piccoli con i capelli scarmigliati e la barba lunga.
Augusto, come al solito, gli offrì solo un bicchier d'acqua e lo fece accomodare.
Il Consulente si sedette teso, aspettando la sua epifania che tardava ad arrivare.
“Dobbiamo richiamare questo signore” disse Augusto porgendogli la scheda di uno dei candidati.
Il Consulente si piegò in avanti sul lucido tavolo di mogano, guardando Piccoli di traverso. Non era  più certo che ci si potesse fidare di Augusto. Prese la scheda studiandola per un momento.
“Non capisco” disse poi “è uno dei primi soggetti a cui abbiamo somministrato la simulazione... non mi sembra abbia dato particolari risultati. Perché richiamare proprio lui?”
Augusto bevve un sorso d'acqua dal bicchiere e lo riposò esattamente dove l'aveva preso, sul centrino di pizzo che proteggeva parte del tavolo.
“Perché è stato il più deluso in assoluto dal vostro servizio”.
“E questo come dovrebbe aiutarci?” ribatté dubbioso il Consulente.
“Non è lui che deve aiutare noi” disse Piccoli, e per la prima volta il dott. Armetrino lo vide sorridere “saremo noi ad aiutare lui. Non è questo forse lo scopo ultimo de La Scusa?”
Armetrino squadrò Piccoli. Poi prese il suo cellulare e chiese alla sua segretaria di convocare il signor Paolo Lisca per l'indomani alle undici.

Fatta la telefonata, il Consulente riattaccò.
“Sei sicuro che funzionerà?”
Augusto non gli rispose, era tornato a studiare le carte davanti a lui. Il Consulente si alzò per andarsene, biascicando qualche parola incomprensibile, quando Augusto disse:
“Mi serve un cellulare, e un altro deve essere pronto per il signor Lisca”.
“Come scusa?”
“Mi servono due telefoni cellulari. Uno per me, e uno per il signor Lisca” ripetè Augusto incontrando finalmente gli occhi sospettosi del Consulente.
“E a cosa ti servono?” disse Armetrino tra i denti.
“Semplice” disse Augusto guardandolo fisso negli occhi “da domani La Scusa diventerà operativa e Paolo Lisca sarà il primo a beneficiarne”.
“Grazie ad un solo telefono cellulare?” ribatté Armetrino, sempre più malfidato.
“Bè, io avevo ipotizzato dei Walkie-talkie all'inizio, ma pare che abbiano problemi di ricezione” disse Augusto con un mezzo sorriso, uno di quelli che sottintendono l'ovvietà.

Armetrino squadrò Piccoli che si era rimesso a leggere. Poi senza aggiungere altro guadagnò l'uscita da solo.
Chiuse il portone dietro di sé, inspirò profondamente l'aria della sera e bisbigliò: “Se domani la tua idea non funziona, piccolo rospo, io ti ammazzo...”

[...]

23.7.10

[RiR] The Walking Dead

Zombie.
C'è niente di più poetico e distruttivo di un'orda di morti viventi che striscia lentamente verso di te con il solo scopo di mangiarti?
C'è qualcosa di assolutamente primitivo, quasi naive, in uno zombie.

Dalla prima incarnazione voodoo, passando per Romero fino ad arrivare alla fantascienza di Resident Evil, il cadavere goloso di cervelli è stato una presenza costante tra le paure della fine del secolo scorso e anche nei primi anni di questo. Ha goduto di alcune delle trasposizioni cinematografiche più belle di tutti i tempi (e anche di alcune tra le peggiori). E' stato lento, veloce, post-apocalittico e magico. Ha avuto ogni sorta di spiegazione pseudo-scientifica e forse la più bella in assoluto tra le non-spiegazioni, quasi un haiku horror: "quando all'inferno non ci sarà più posto, i morti cammineranno sulla terra".

Gli zombie a fumetti hanno fatto da cattivi praticamente per ogni testata popolare e dal 2003 la Image Comics gli ha dedicato un mensile tutto loro: The Walking Dead.


The Walking Dead è arrivata alla 74° uscita regolare e al dodicesimo paperback negli Stati Uniti (il sesto in italiano è invece previsto per settembre per i tipi di Salda Press).
E' una serie atipica per il mercato americano. In bianco, nero e grigio, disegnata in maniera asciutta da Tony Moore prima e da Charlie Adlard dopo, senza supereroi e senza gente in costume. Racconta le gesta dei pochi sopravvissuti all'apocalisse non-morta. Robert Kirkman, lo sceneggiatore, fa uno splendido lavoro nel raccontare come la fragile patina che chiamiamo civiltà venga strappata via dalle ossa del genere umano in seguito ad un evento inspiegabile e al tempo stesso annichilente come il ritorno dei morti sulla terra.

I protagonisti ancora in vita di The Walking Dead hanno una sola opzione, rimandare il più possibile la loro dipartita.
E il loro conseguente ritorno come zombie affamati.
C'è poco da fare. Le infrastruttura sono crollate. Le strade sono disseminate di auto abbandonate. La terra appartiene ai morti e i pochi che si ostinano ancora a vivere devono fare i conti le nuove regole dell'oltretomba. Le grandi città sono pericolose, più gente c'era prima, più non-morti ci sono ora. La campagna è più agibile ma è più difficile trovare rifornimenti saccheggiando i negozi abbandonati. Le persone semplicemente non sono preparate ad affrontare una cosa del genere (chi lo sarebbe?) e molte anime sono state spezzate dal vedere i propri cari ritornare affamati di carne umana.

Kirkman gioca sapientemente con gli stilemi classici di un'invasione di zombie ma si concentra soprattutto sul raccontare le reazioni dei pochi sopravvissuti. Reazione che possono essere di quieto dolore, di rabbia lancinante o di depravazione senza limite. Quando tutti si trasformano in mostri senza cervello, mantenere la propria umanità, definire cosa è eticamente accettabile e cosa no, diventa un lavoro forse più estenuante della sopravvivenza stessa.

Il successo di The Walking Dead oltreoceano è stato costante, tanto che è entrata in produzione una miniserie per la TV che sta facendo molto parlare di sé. Al comando dell'operazione e alla regia c'è Frank Darabont, director di consumata esperienza che sta facendo ben sperare i fan di questo piccolo gioiello della nona arte. E inoltre, la partecipazione di Kirkman al progetto è stata costante, supervisionando il tutto e scrivendo anche un episodio dei sei previsti. Fin'ora sono state pubblicate alcuni immagini e un primo video in anteprima che riporto qua sotto:



Sembra ci stiano investendo parecchio, come si può vedere dall'allestimento del set e dallo stand con tanto di cadaveri e zombie che battono alle finestre del Comicon di quest'anno.

Se ve la cavate con l'inglese, il mio consiglio è di leggere the Walking Dead in lingua originale. Altrimenti, il lavoro di Salda Press è eccezionale e i loro volumi sono più preziosi e meglio confezionati degli americani. Comunque sia, dategli almeno una possibilità. Potreste rimanere piacevolmente sorpresi.


NB: NON guardate mai le copertine dei numeri o dei volumi successivi a quello che state leggendo. Hanno la spiacevole conseguenza di fottere colpi di scena con una nonchalance unica.

20.7.10

16.7.10

Lo Squalopolpo e il caldo torrido

Fa caldo, c'è troppo lavoro da fare e arranco anche solo nel poggiare le dita sulla tastiera...
Poi vedo che nel mondo producono cose così e mi faccio coraggio, perché un giorno anch'io riuscirò a lavorare al film sullo Squalopolpo!



Ok, dai, stavo scherzando...

(anche se...)

13.7.10

[RiR] The Mindscape of Alan Moore


"Alan Moore è un genio."
Credo che chiunque abbia letto qualcosa di suo difficilmente riesca a definirlo altrimenti e la lista lunghissima dei suoi lavori sta lì a dimostrarlo. Ma è anche un personaggio particolare, con i suoi capelli e la barba incolta, con i suoi anelli esagerati e la parlata forbita. E' un autore che si è espresso sempre contro certe dinamiche produttive dei comics d'oltre-oceano e sullo sfruttamento commerciale indiscriminato delle sue creazioni, tanto da lasciare, nei credits di Watchmen, tutto il merito al disegnatore Dave Gibbons  poiché era in disaccordo con la realizzazione del film.

E' un tipo strano Moore. E' uno che a 40 anni si è proclamato sciamano e che si professa unico seguace di un dio inesistente. E' uno che lavora sul concetto di magia riportandolo al potere del racconto e che pubblica un intero fumetto (e a breve anche un libro) sui concetti di potere, divinità, parola e quant'altro.
E' uno scrittore eccezionale, che sa raccontare come nessun altro, che ha spinto il fumetto dove non era mai stato prima e che continua a sfornare roba di una qualità incredibile anno dopo anno.

Ma chi è veramente Alan Moore?

The Mindscape of Alan Moore prova a rispondere a questa domanda. E lo fa con una lunghissima intervista in cui Moore parla della sua infanzia, del suo lavoro, del suo approccio alla scrittura.
In questo documentario si prova a dare voce al Moore più critico. E lo sciamano di Northampton tira fuori il meglio di se, con un acume e una logica stringente sul suo lavoro, un'analisi del gesto del raccontare unica nel suo genere e una previsione per il futuro di ciò che la libera circolazione della parola e del sapere può generare.

Insomma, il documentario di Dez Vylenz è molto più che una retrospettiva sull'autore di capolavori come V for Vendetta, Swamp Thing, Watchmen, From Hell, Lost Girls, La Lega degli Straordinari Gentlemen e La Voce del Fuoco.
E' il racconto di come Moore sia cresciuto, di perché abbia scelto di raccontare alcune cose e non altre, del perché abbia fatto alcune scelte professionali. Ma è soprattutto uno spaccato eccezionale sulla creatività umana, sul perché l'uomo racconta e sul potere di quei racconti. Su come le storie influenzino ognuno di noi e sulla responsabilità che ricade su chi, quelle storie, le racconta.

Insomma, è una visione assolutamente da non perdere che fino a poco tempo fa era disponibile solo in DVD, il cui acquisto, se ve la cavate con l'inglese, è consigliatissimo.
Da qualche giorno, però, è possibile anche trovare in rete l'intero documentario tradotto e sottotitolato in italiano. Un'occasione unica per chi apprezza Moore o anche solo per conoscere una delle menti più brillanti dei nostri tempi.

QUA il canale YouTube con le otto parti e di seguito, per comodità, i link diretti ai vari video:
- prima parte
- seconda parte
- terza parte
- quarta parte
- quinta parte
- sesta parte
- settima parte
- ottava parte
e qua sotto invece il primo video come assaggio.

Buon viaggio nella mente di Alan Moore.

10.7.10

Machete

Mi dico sempre che dovrei postare più cose mie, finire La Scusa e chiudere tutte gli altri lavori "dicuinonpossoparlare" il prima possibile.

Ma quando il sabato pomeriggio ti ritrovi il nuovo trailer di Machete, come fai a non farlo girare?

7.7.10

Blu: Big Bang Big Boom

Blu, tra le tante altre cose, fa "animazione su muro".
E già questo basta a farlo diventare uno dei miei eroi assoluti.

Comunque sia, se siete tra i pochissimi là fuori a non sapere chi è, andate QUA.
Se volete guardarvi altri suoi lavori andate sul suo SITO o sul suo canale VIMEO (consigliata soprattutto la visione di MUTO).
Oppure lasciate caricare il suo ultimo lavoro qua sotto e restatene stupiti.

BIG BANG BIG BOOM - the new wall-painted animation by BLU from blu on Vimeo.

E se poi magari vi venisse un dubbio sulla nazionalità di un artista così eclettico e geniale, sappiate che Blu è di Bologna, Italia.
A dimostrazione del fatto che qualcuno che merita di essere seguito questo paese riesce ancora a tirarlo fuori.

5.7.10

Nostalgia & Time Lapse giapponesi

Sul time lapse avevo già fatto un post QUA. Ci torno sopra perché mi sono imbattuto in un video sul Giappone che mi ha messo addosso una nostalgia assurda e mi ha fatto rimettere mano alle foto del mio ultimo viaggio in terra nipponica.

Quindi ecco il time lapse e una selezione di foto risalenti purtroppo a tre anni fa... per la serie, se potessi starei già là!



Il viaggio in Giappone era essenzialmente di lavoro per vedere se c'erano spiragli per una possibile collaborazione. Gli spiragli c'erano, poi purtroppo sono successi vari problemi, sia personali che non, che mi hanno spinto in direzioni diverse.

Questa foto a testimonianza che ero davvero là per lavoro, come si può facilmente intuire dal vestito:


Qua sotto invece le foto dei lampioni del quartiere che ospita una tra le società di animazione del Giappone più famose nel mondo. Direi che è abbastanza facile indovinare di chi si tratti.



E questa è la sede della società, la Tezuka Production, come si può evincere anche dalla parete della sala d'attesa con un po' di cosette che farebbero la felicità di qualunque otaku.



Ovviamente, grazie a Yoshiko Watanabe, la visita è stata quasi più di piacere che di lavoro.  Con una nota particolarmente emozionante per Yoshiko, che ha voluto rendere omaggio alla tomba di Osamu Tezuka. Questa è la foto della lapide commemorativa.


Altro appuntamento importante è stato con lo Studio Ghilbi e in particolare con Isao Takhata che è stato cordialissimo e ci ha fatto fare un giro dello studio. All'epoca, Miyazaki era impegnato con la produzione di Ponyo. Questa palazzina qua sotto sono gli studi della Ghibli a Koganei.


E per restare sempre nello stesso ambito, un po' di foto del Ghibli Museum di Mitaka. E' proibito fare foto all'interno ma l'esterno merita ugualmente. La visita, ovviamente è consigliatissima.










E poi il Giappone, con le sue contraddizioni tra antico e moderno:






















Tra chiacchierate alla Dentsu, cene con gli animatori della Mad House, gite fuori porta a Nara e passeggiate per Akihabara, quel Febbraio passato a Tokyo mi è rimasta dentro.
E l'idea di tornarci anche.
Adesso devo solo scrivere tutto quello per cui sono in ritardo, finire i lavori qua in RBW e forse per il 2012 (prima della fine del mondo) riesco a organizzarmi con la mia dolce metà e a partire... Ma lo dico da tre anni, maledizione!

2.7.10

Karigurashi no Arrietty: il trailer

Del nuovo lungometraggio dello studio Ghibli, Karigurashi no Arrietty, ho già parlato a lungo QUI sul blog.

Questo è invece il primo trailer, fresco fresco da YouTube.

1.7.10

La settimana mafia

L'hanno già segnalata in molti (tipo QUI e QUI) ma non potevo farmela mancare una cosa così sul blog.

A vederla, m'ha fatto quasi male.



L'autore, ovviamente, è LUI.