27.1.11

Robot

Rientro in ufficio oggi sperando di non tossire pezzi di polmone sulla scrivania. Trovo una ventina di mail al varco e la solita raffica di lavorazioni in emergenza.
Ordinaria amministrazione.

Poi mi capita questo:



Nove minuti di qualcosa che non so se è genio o follia, so solo che rimango basito come un bimbo a cui hanno detto che Babbo Natale esiste ed è indiano. Lì per lì non capisco neanche se mi piace o se il doppiaggio russo in presa diretta è un valore aggiunto. Continuo solo a pensare eccezionale... eccezionale...
Mi scordo persino che ho la tosse.
E se per qualcuno non fosse abbastanza qui c'è il trailer:



[via]

26.1.11

360!

Dopo il Time Lapse, di cui avevo già parlato da queste parti, ecco a voi l'ultima invenzione in fatto di video digitale. Come per il TL, solito scetticismo di fondo da parte mia, totalmente smontato dalla clip interattiva dedicata allo snowboard che trovate qua sotto. Si tratta di un video promozionale per la zona sciistica di Laax, dalle parti di St. Moritz, e sarà anche solo per il connubio immagini-colonna sonora ma il video è davvero una gran cosa.



Il secondo video è più canonico ma non meno spettacolare, ed è realizzato da Northstudio360. E' un viaggio in elicottero sopra la Nimmo Bay, nella Columbia Britannica.



E se poi, come per me, la prima cosa che vi è venuta in mente mentre giocavate col mouse è stata: "Come diavolo hanno fatto?" qua sotto c'è il video panoramico proiettato in piano prima di venire "rimontato" a 360°.



[via]

21.1.11

Sto di un male...

... che la metà basta. Non so cosa abbia il virus influenzale di quest'anno ma sta usando i miei polmoni come un sacco da allenamento.

Sono al terzo giorno di febbre alta e comincio un po' a subirne i deliri. Ora, non so se sono io o succede anche ad altri ma io nei deliri da febbre invento storie. Non semplici raccontini, una roba un sacco pretenziosa.

Fino ad oggi ho già messo mano al romanzo politico, con una storia finto docu-fiction in cui un giornalista, scampato alla morte per una brutta malattia, ritrova la voglia di scrivere mettendo a confronto gli Italiani con se stessi. Parte quindi per due viaggi, uno con un ricco figlio di papà e uno con un poveraccio. Nel corso dei viaggi scopre pian piano che i due sono talmente presi dai rispettivi ruoli tanto dal vivere in un ignoranza abissale. Questa presa di coscienza scatena in lui una riflessione feroce su quello che necessita a questo paese per riprendersi. Si scaglia contro i poteri costituiti e finisce male.

La seconda storia è invece quella di un detective di polizia a cui viene affiancato un tipo strambo, una sorta di Sherlock Holmes sotto acido, in grado di utilizzare un grado di inferenza estrema nel risolvere i propri casi. E' un metodo deduttivo molto oltre quello di Conan Doyle e il detective, un vero duro di scuola americana, fatica moltissimo ad accettare le strambe regole e deduzioni del suo nuovo compare. Almeno finché il suo strano compagno non riesce a risolvere il caso di un attentato grazie alle sue stupefacenti capacità deduttive e, non contento, salva anche la vita al duro detective. Ovviamente, con questi due personaggi ho già in mente una lunga serie di romanzi.

Tutto questo per dire che ho decisamente bisogno di rimettermi prima di cominciare a farneticare che bisogna fare il remake gotico di questo prodotto qui:

17.1.11

History of Gaming



Bel salto nel passato questo corto, davvero.
Mi è capitato sotto gli occhi alle 3 di ieri notte mentre cercavo in tutti i modi di capirci qualcosa su un racconto per questo blog. Racconto che, come nella migliore tradizione delle tre di notte, non vuole andare avanti né indietro e mi sa proprio che è arrivato il momento di prendere e buttare tutto.
Più di quattro mesi di lavoro... mierd...
E così, per consolarmi, un video sulla storia delle console era cosa buona e giusta. Si potrebbe discutere sulla scelta delle console (dove cavolo è il mio Atari 2600?!?) ma quando si arriva allo Street Fighter su Super Nintendo è un tuffo al cuore.
All'epoca, il mio Super Nintendo era in realtà un Super Famicon comprato dopo un viaggio ad Hong Kong. Batteva per design la controparte europea dieci a uno e per farlo funzionare con i giochi comprati qua dovevo usare un sistema con due cartucce accroccate su un adattatore. E ovviamente il gioco che ho veramente squagliato dentro quella scatoletta era il primo Street Fighetr II, finito ripetutamente con tutti i personaggi.
Non mi avrà aiutato col racconto, ma almeno mi ha mandato a letto più sereno.

10.1.11

Pimp my desktop!

Passate le ferie, rientro oggi in ufficio.
Mi fa sempre strano rientrare. Ci sono sempre un botto di cose da fare e mai tempo per farle. Sarà che a forza di panettoni mi sarò rammollito ma io 'sti ritmi mica li reggo...
Comunque sia, video nuovo per anno (lavorativo) nuovo:



The Chase è un video realizzato per pubblicizzare i nuovi Intel i5. A parte la somiglianza con questo video qui che avevo già postato, il lavoro di montaggio è particolarmente ben fatto e devo ammettere che regge il ritmo alla grande. In più, c'è un pezzo che mi ha particolarmente colpito, quello in cui i cattivi e la ragazza fuggitiva si confrontano, con le due inquadrature opposte nello stesso frame. Cinque anni fa sembrava fantascienza da film sperimentale tipo The Tracey Fragments e adesso viene utilizzato con nonchalance in una pubblicità... O sono io che invecchio, o il tempo impiegato da un linguaggio considerato "sperimentale" per venire accettato e diventare di uso comune sta vertiginosamente crollando.

6.1.11

Epifania

Questo racconto non dovrebbe esistere.
Non avrei mai dovuto scriverlo e non avrei mai dovuto neanche iniziarlo.
Ma ormai sono qui. I segni neri a cui convenzionalmente ci riferiamo come lettere insozzano la “pagina bianca” di un word processor e si compongono in parole che, benché avrei preferito diversamente, hanno senso compiuto.
Senso, non sostanza o verità, sia ben chiaro.
Al massimo una blanda verosimiglianza con quello a cui comunemente ci si riferisce con la doppia sillaba vita.
Ma per quanto io mi nasconda dietro a una costruzione sintattica leggermente ostica, a un vocabolario più ricercato della parlata comune ma non così elaborato da considerarsi barocco, benché, ripeto, io mi stia occultando dietro un concatenarsi di subordinate e stia sollevando un polverone semantico pur di non far intuire se non i contorni della mia ingombrante figura, ecco, benché io sia qui seduto a scrivere all’una di notte seduto sul mio letto, io, e con io intendo la mia persona fisica, io, in questo preciso momento, ho freddo ai piedi.

Non ho sonno, ho freddo ai piedi, la spalla sinistra leggermente indolenzita e gli occhi stanchi dopo quattro ore e mezza davanti al PC.

Avrei dovuto lavorare questa sera ma la mia pigrizia ha avuto il sopravvento e mi sono dedicato ad attività ludiche elettroniche. E sì che il mio ritardo sulle consegne in questi giorni va accumulandosi ad ondate di ignavia.
Ma tutto questo blaterare non mi riscalda i piedi. Nè tantomeno mi rassicura nelle mie paure ataviche di essere accettato e ben voluto per ciò che sono, né mi aiuterà domattina a portare avanti i miei lavori.
Tutto questo, quindi, non dovrebbe esistere.
E’ futile, com’è futile il vostro gesto di leggere. Cosa volete che vi dica? Cosa volete trovare in queste righe senza senso? Quanti di voi smetteranno di leggere appena arriveranno al punto interrogativo che conclude questo paragrafo, infastiditi dal tono e dai trenta a capo posizionati apposta per spingervi ad andare oltre l’abitudine di far scivolare lo sguardo quando ad una lettera ne segue un’altra, che vi costringono ad andare a cercare il seguito domandandovi “ne vale veramente la pena”?






























Per tutti quelli che hanno smesso di leggere, anche se non sapranno mai dell’esistenza di queste righe, lo ammetto: avete la mia stima. Al vostro posto non sono sicuro avrei avuto tanta forza di volontà. A volte sì, avrei smesso sicuramente di leggere. Se questo post mi fosse capitato in una di quelle giornate positive, in uno di quei momenti in cui il mio essere è così vicino alla sua piena realizzazione, avrei sicuramente interrotto la lettura. Bastante a me stesso, avrei mandato cordialmente a quel paese l’autore e non avrei mai più subito la fascinazione di tale meccanismi retorici. Ma il più delle volte, avrei solamente fatto quello che avete fatto voi, cari lettori superstiti. Sarei andato oltre e avrei continuato a leggere. Magari anche un po’ incuriosito per un pezzo in prosa così diverso dal solito post-video-battuta-e/o-spiegazione di questo blog.

Ed è proprio qui che improvvisamente il tutto conquista un proprio senso.

Improvvisa, un’epifania che colpisce con forza me che sono qui a scrivere, che mi fa dimenticare per un attimo il freddo alle estremità inferiori e che che getta nuova luce sui processi mentali che sovrintendono al mio gesto di battere a macchina queste parole. Perché alla fine, c’è un messaggio in questo testo.
Per quanto nascosto e oscuro, la morale è ben presente.
Ma non è compito mio raccontarla. É solo un’allegoria, come tutto quello che scriviamo e raccontiamo, solo una sublimazione, una trasposizione e una metafora di quello che proviamo nella vita quotidiana che è la nostra unica realtà conoscibile.
O forse è solo un modo per caricare di senso quello che in realtà non ne possiede alcuno. In fondo, si tratta solo un racconto senza capo né coda scritto a tarda notte mentre si ha freddo ai piedi.
Non mi resta altro, quindi, che augurarvi una serena Befana.

E lo so, dovrei smetterla con i videogame a tarda notte…
(L’immagine di oggi è tratta dallo storyboard di Kiki consegne a domicilio di Hayao Miyazaki. La donna a cavallo di una scopa più bella di sempre)

1.1.11

Buon anno!



Buon 2011 con uno spettacolare tramonto marziano catturato dal Mars Rover Oppurtunity.