25.2.11

Osè, ma anche più semplicemente, perchè?

I tipi di Ubisoft Milan sviluppano un gioco sexy (?!, ma che concetto di sexy ha la gente?) per Wii e Play3 dal titolo landobuzzanchiano di Osè - Che fai, ci provi?.

Ora, non so se è l'aria lombarda che eccheggia dei vari bunga-bunga ma il concept, il video di presentazione e la dinamica di gioco mi sembrano davvero da prodotto della De Filippi per sex-appeal e relazioni tra i partecipanti.
Unica piccola curiosità tecnica, la possibilità alla fine del trailer principale di clicckare su vari "parental code" per vedere finali alternativi più o meno sexy (?!).

Qua sotto trovate tutto:









24.2.11

Frankenstein di Danny Boyle a teatro

Danny Boyle, Benedict Cumberbatch e Jonny Lee Miller portano a teatro il Frankenstein di Mary Shelley con questo trailer:



e con l'idea di scambiare in base alla serata il ruolo tra i due attori interpretando a turno Victor e la Creatura.
E fanno anche il regalo al resto del globo di poterlo andare a vedere al cinema trasmettendo LIVE lo spettacolo in tutto il mondo.

Ah, ovviamente, noi ci attachiamo.

23.2.11

[RiR] Film che durano troppo, ovvero The Karate Kid

Diciamolo subito, il nuovo Karate Kid non è il massimo. Non c'avrei mai scritto due righe, a parte per Jackie Chan, spettacolare come sempre, e per la voglia che mi suscitano questo tipo di pellicole di precipitarmi in palestra a tirare al sacco un paio di calci.
Ma proprio stamattina ero in edicola e mi sono messo a discutere su Inception e sul Dark Knight di Nolan (sì, la mia edicola è decisamente di un altro livello). Io non ho un grande amore per il regista di Batman ma il discorso verteva più che altro sulla lunghezza dei suoi film. Sceneggiature (spesso di Goyer, altro autore non proprio in cima alla lista dei miei preferiti) a cui, secondo il mio modesto parere, puoi tranquillamente togliere una trentina di pagine e non se ne accorge nessuno.
Probabilmente per lo spettatore medio, se mai da qualche parte esiste uno spettatore medio, questo discorso ha poco senso ma provo ad argomentarlo meglio e perdonatemi se uso Karate Kid come esempio.
Secondo Imdb, il primo Ragazzo Karatè durava 126 minuti. Il secondo cambia etnia, si fa le treccine e dura 140 minuti. Per restare all'esempio da edicola, Inception dura 148 minuti e il Dark Knight addirittura 152. Il problema è che si tratta di film che durano veramente troppo rispetto a quello che c'è nella pellicola. Un La Sottile Linea Rossa dura la bellezza di 170 minuti ma riempe il film regalando allo spettatore tutt'altra esperienza.
Tornando a Karate Kid, quei 14 minuti in più sono riempiti da una storia d'amore multietnica di cui sinceramente non se ne sentiva la necessità. Ma perché quelle scene sono state messe lì? Necessità artistica? Allungando la durata si giustificano i budget miliardari? Far incazzare gli esercenti che per film troppo lunghi sono costretti a saltare uno spettacolo giornaliero?
Non lo so, credo che ogni film abbia la propria storia. So anche però che la durata è un fattore determinante nell'economia di un linguaggio che fa dello spezzettamento di un tempo dato in varie inquadrature la sua unicità.
E spesso questo concetto semplicissimo viene a mancare e rende il tutto uno spettacolo lungo e, a volte, decisamente superfluo.
PS: Alla fine il Karate Kid che fa Kung Fu è pure guardabile e le coreografie dell'ultimo conbattimento divertenti (anche se sull'allenamento si doveva fare di più).

20.2.11

X-Men dagli occhi a mandorla

Madhouse, casa di produzione nipponica, firma l'adattamento anime degli X-Men.
La società di Rintaro e del compianto Satoshi Kon non è nuova a queste ibridazioni, fin da Animatrix ha lavorato spesso con soci americani. Ha messo le mani su Batman con Gotham Knight e sta realizzando l'adattamento di Iron Man e Wolverine per la Marvel.
I due serial precedenti realizzati su personaggi della Casa delle Idee però non mi avevano convinto mica tanto. Design decisamente troppo jappo e l'ibridazione tra occidente e oriente funzionava un po' poco, almeno a giudicare dai trailer.

Questo nuova serie da dodici episodi, invece, qualcosa di buono ce l'ha. E per dirlo io, che con gli X-Men ci sono cresciuto e che mi hanno accompagnato praticamente sempre da quando comprai questo:
e che a momenti ammazzavo Mauro quando mi ha chiamato apposta per fregarmi il colpo di scena su chi fosse costui:
insomma, da quel pochissimo che si vede, potrebbe essere il loro adattamento più riuscito.

19.2.11

Oggi si festeggia da Books & Brunch

Oggi, finalmente, si inaugura il locale di Lorenzo, Giulio e Stefano.

Si festeggia un posto che da quando ha aperto mi è servito come location perfetta delle nostre partite a Exalted, in cui mi sono sparato con le Nerf di RRobe e in cui ho scoperto le gioie del cuscino del PC di IKEA.

E' un posto in cui mi sono sentito subito a casa provando WoW e chiacchierando di serie TV inglesi con Michele mentre provavamo a far funzionare un router che non ne voleva sapere di fare il suo lavoro.
E' un gran bel posto insomma. Una libreria-bar in cui puoi ordinarti una birra mentre ti guardi l'ultimo John Doe e puoi chiacchierare col suo autore oppure farti consigliare da Giulio qualcosa da leggere.

Per l'inaugurazione ufficiale hanno fatto le cose in grande. Alcuni dei migliori talenti della scena romana e non solo saranno a disposizione per firme, disegni e due chiacchiere. E sto parlando di gente del calibro di:
Giacomo Bevilacqua
Werther Dell’Edera
Gabriele Dell’Otto
Leomacs
Emiliano Mammucari
Roberto Recchioni
Federico Rossi Edrighi
Riccardo Torti
Mauro Uzzeo.

Direi che un salto è quantomeno d'obbligo. Il locale è in via Saluzzo 53/55, a Roma (fermata Ponte Lungo sulla linea A) e la cosa dovrebbe iniziare dalle 17 in poi.
Ci si vede là!

18.2.11

Zombie in Reverse!

Dead Island. Il videogioco non ho la più pallida idea di come sia ma il trailer è eccezionale.



E qua la versione "dritta".

15.2.11

La Marianne!

Ok, mi ci è voluto un po' per riprendermi, lo ammetto.

E' che uno lo sa che sta per succedere. Gliel'hanno detto, ha accettato delle offerte commerciali e la cosa è sicura.
Ma poi le cose vanno per le lunghe e non resta altro che aspettare.

La vita va avanti, devi concentrarti su altro e aspetti.
Prendi altri lavori, ci pensi un po' meno ma continui ad aspettare.
Le cose di casa ti distraggono, decidi di fare cose importanti e cose ininfluenti, viaggi, lavori e aspetti.
Poi ti capita di curiosare su amazon e di vederlo.
E quando lo vedi, quando ti prende un colpo nello scoprire che è lì fuori, che la gente lo sta leggendo e che dalle recensioni tradotte al volo con google translate è anche piaciuto, a quel punto sai che tutto quell'aspettare a qualcosa è servito.
La Storia di Sayo è stato pubblicato in Francia.
(e già potrei ritenermi soddisfatto)
Da Dargaud.
(e non riesco ancora a crederci)

QUA la scheda del libro sul sito dell'editore.

12.2.11

Moullinex - Catalina (Kinect + Processing + Cinema 4D + After Effects)

Non c'è molto da dire oltre al titolo del post per questo video realizzato da Moullinex. L'uso dei dati raccolti da un Kinect però sposta ancora un po' più avanti il discorso sui video digitali tipo il 360 o lo split-screen che sta prendendo così spazio sul blog.
Da una parte mi dispiace anche, troppo video e troppa poca scrittura o fumetto da queste parti, ma a quanto pare è periodo e la clip qua sotto merita assolutamente una menzione da queste parti.



[via]

11.2.11

The External World


Un ragazzo impara a suonare il piano.
Non è adatto ad una visione per i più piccoli.
Non è adatto ad una visione sul luogo di lavoro.
Non è adatto ad una visione se facilmente impressionabili.



David OReilly è il mio nuovo dio.

8.2.11

Comunicazione di servizio

Non so perché ma i sotto-domini del sito web erano irraggiungibili.
Adesso dovrei aver sistemato tutto e già che ci sto faccio anche un po' di pubblicità a timedrop.net.

Per chi non ci fosse mai passato, è un sito che raccoglie un po' di cose realizzate ad hoc per il web. Mentre sul blog tendo a postare video, recensioni e racconti serializzati (cosa che vorrei davvero fare più spesso, tant'è che penso proprio di dedicarci i prossimi mesi in un progetto che sto definendo in questi giorni) su timedrop pubblico racconti interattivi pensati apposta per una fruizione sul web o La Scusa, progetto nato sul blog e poi raccolto in un proprio mini-sito.
Gli aggiornamenti sono ancor meno frequenti che da queste parti ma sono costanti e alla fine il materiale raccolto comincia a essere un bel po'.

Se volete farci un salto, clickate pure QUA.

1.2.11

Machinima

Sapevo che prima o poi avrei fatto un post sul Machinima.
In realtà, ci ho sempre un po' litigato con questa espressione videoludica anche se apprezzavo l'etica vagamente hacker dietro il discorso "mi prendo il tuo motore grafico e ci faccio quello che voglio", e mi piaceva anche la voglia di chi sperimentava in questo campo di piegare alla propria volontà uno strumento nato per fare tutt'altro.

Purtroppo però, i prodotti che mi era capitato di vedere non funzionavano. Forse perché legati a un determinato motore grafico o a un videogame di riferimento, o forse perché proprio non c'era ancora una produzione degna di questo nome al di là dello sperimentalismo più puro.
Comunque sia, l'idea era buona ed era solo questione di tempo prima che desse i suoi frutti.

Il concetto di base al Machine Cinema è molto semplice. I moderni videogiochi, fin dal primo Quake (dal cui motore grafico è stato realizzato guarda caso il primo machinima) si basano su "motori grafici", ovvero sulla capacità che ha il gioco stesso di ricreare in tempo reale un mondo parallelo virtuale. Più potenti il motore grafico e il nostro PC, più ricco di dettagli e sfumature il gioco. Gioco e motore che, dal momento che li installiamo, sono sul nostro Hard-Disk. Da qui, il salto logico a prendere quel motore e a usarlo per i propri scopi, magari per "girarci" un cortometraggio, era davvero breve.

Il machinima come "genere" ha una storia abbastanza travagliata alle spalle visto anche il problema legale (a chi appartiene il prodotto generato con un motore grafico protetto da copyright? A chi ha realizzato il motore o a chi ha prodotto effettivamente l'opera per cui quel motore non era stato pensato?). In più, è anche difficile fare qualche esempio di un prodotto famoso. Forse quello più conosciuto dalle nostre parti è, seppur fuori dalle logiche hacker, la puntata di South Park dedicata a World of Warcraft.

Oltreoceano il machinima è invece un vero e proprio fenomeno. Non so se i numeri che pubblicizzano sul sito ufficiale del movimento www.machinima.com siano veritieri ma si parla di più di due bilioni di video nel solo 2010. Un bel po' di pubblico per quello che è stato sempre considerato un genere ibrido e di nicchia. Il video qua sotto invece tanto di nicchia non è. E' stato realizzato da Mathieu Weschler che, sfruttando il video editor dato in dotazione con la versione PC di GTA IV, ha lavorato per un paio d'anni e ha prodotto un lungometraggio di ben 88 minuti originale in tutto, tranne che ovviamente in quello che c'è davanti alla MdP virtuale.

Ecco, questi sono i prodotti di cui parlo ad inizio posto, quelli che mi aspettavo di vedere: