13.2.12

Editoria Digitale: conclusioni in ordine sparso

QUA il primo post, QUA il secondo e QUA il terzo sull'editoria digitale.

Provo a tirare un po' le fila del discorso ma vi prego di prendere quello che scrivo con il beneficio d'inventario, è ancora troppo presto per avere tutto chiaro e definito.

L'idea che mi sono fatto da questo esperimento è che nessuno dei due store può "vivere" da solo. Ovvero, l'unico modo per capitalizzare un prodotto digitale è quello di spammarlo ovunque e supportarlo con una forte operazione sulla rete stessa. Per farvi capire, il "modello di promozione" di Makkox, di Zerocalcare o di Davide La Rosa mi sembrano i migliori (ma è solo per fare tre nomi, che oltretutto fanno tutti e tre umoristico e hanno sfruttato la loro popolarità web con delle produzioni cartacee e non con edizioni digitali). Quel modello presuppone che l'autore dia qualcosa via gratis prima di capitalizzare. E' uno sforzo enorme. Nel mio piccolo, credo che mi ci vorranno almeno altri tre, quattro racconti pubblicati sul blog e sugli store prima di poter provare a vendere qualcosa. Senza calcolare poi Harpun, ma del fumetto parliamo dopo.

Quindi, guadagnare dalla vendita digitale di un contenuto è certamente possibile ma è solo un punto di arrivo, non certo di partenza. 

Per quanto riguarda gli aspetti tecnici, a mio parere lo store migliore rimane quello di Amazon. Va su più piattaforme, iBook è legato ai dispositivi Apple mentre Kindle è un lettore ma anche un'applicazione che gira virtualmente su ogni macchina, dall'iPhone al PC. Ha più pubblico (stime americane dicono che abbia il 70 % del mercato), è più focalizzato ed è più organizzato. Il fatto è che, una volta che si è fatto lo sforzo di preparare il materiale per Amazon, non ha il benché minimo senso relegarlo solo su una piattaforma. Lo store di Apple è in crescita e potrebbe essere uno sbocco interessante. Mentre Apple soffre di limitazioni più tecniche, Kindle ha il problema inverso. Pubblicare è facile ma chi si comprerebbe un racconto autoprodotto a 0.89 € quando a 0.99 può trovare Benni o Saviano? Le fasce di prezzo sono troppo, troppo schiacciate ed è difficile riuscire a farsi notare in uno store che ha più di duemila titoli. Almeno, questo è per i libri.

Ritengo invece iBook il posto migliore dove pubblicare fumetti. Il Kindle reader è in scala di grigio (ma ammetto di non aver ancora visto dal vivo un Fire) e la stessa Amazon si è da pochissimo convertita agli ePub con il layout bloccato, che sono fondamentali per poter impaginare un fumetto. Apple sembra già più avanti con un dispositivo, l'iPad, che sembra davvero fatto apposta. Il problema è che ancora tutto nelle primissime fasi (a meno che voi non vogliate programmarvi la vostra app e vendere attraverso quella, cosa ormai comune ma che esula dalle competenze di un autore autoprodotto). Le specifiche tecniche dell'ePub 3.0 consentono la creazione di file con il layout bloccato ma da qua a farlo ce ne passa. Ho provato a impaginare Harpun e mi ci sono voluti almeno tre software e un po' di conoscenza di HTML, oltre a una decine di guide on-line da incrociare e confrontare perché proprio non mi stava riuscendo. Ci ho messo un sei-sette ore e adesso il file è leggibile. In teoria, dovrei impaginare tutto il fumetto, poi controllare bene che sia in linea con le specifiche Apple e mandarla alla stessa per vedere di pubblicarlo. Niente di insormontabile ma è un lavoro è decisamente più lungo. Penso proprio che mi ci metterò nei prossimi giorni e magari l'uscita sull'iBook store me la tengo come promozione per qualcos'altro legato al fumetto.

L'ultima considerazione che mi viene in mente è di carattere più generale. Gli store permettono di pubblicare in tutto il mondo contemporaneamente lo stesso contenuto. Inoltre, hanno dei costi di distribuzione del 30 % nella migliore delle ipotesi. Il fatto è che fra un po', più che agli autori, convengono agli editori. Faccio un'ipotesi assurda, riconoscendo ad un autore il 30, tenendo il 40 per sè e dando il 30 alla distribuzione, un editore potrebbe cominciare a gestire un catalogo digitale mondiale. Certo, ci sarebbero mille problemi, ci sarebbero i costi delle traduzioni, la promozione, l'editing e quant'alto. E certamente, l'autore potrebbe sempre preferire fare da solo. Ma non è da sottovalutare un investimento del genere. Più che altro perché per ora gli ebook per molti editori sono la riproposizione di un libro che hanno stampato, non c'è ancora uno sviluppo ragionato di un catalogo esclusivamente digitale. Lo stesso discorso lo potrebbe fare un collettivo di autori, magari supportati da un editore cartaceo che però gli riconoscesse diritti più ampi sulle edizioni digitali piuttosto che sulle quelle cartacee... Ma come dicevo, è veramente guardare troppo in là.

Nel mio piccolo, sono sicuro di volerci riprovare, magari prima pubblicando qua sopra a puntate quello che finirà on-line a pagamento. Di certo, è uno sforzo a livello produttivo e non è detto che avrò il tempo di farlo come si deve ma quello è un problema mio, non certo degli ebook.

Un ultima cosa, se avete letto fino a qua e ancora non l'avete fatto, scaricatevi La Scusa. Alla fine, tutto questo esperimento era nato solo per far girare un po' di più il racconto.
QUI lo potete prendere per iBook (gratis), da QUI per Kindle (a pagamento) e da QUI con link diretto ai file gratuiti.
Buona lettura!

12.2.12

Editoria Digitale: Kindle store

QUA il primo post e QUA il secondo sull'editoria digitale.

Rispetto ad Apple, la situazione con Amazon è totalmente diversa, perché loro vi faranno da editore, almeno in piccola parte.

Per prima cosa, infatti, su Kindle non potete pubblicare ebook gratis. Quindi non potete usare il Kindle store per farvi pubblicità. Amazon è un editore e vuole comunque rientrarci. Per iniziare a pubblicare dovere registrare il vostro account Amazon su Kindle Direct Publishing. Non potete raggiungerlo dal portale .it di Amazon, solo da quello .com. La cosa assurda è che poi tutto il portale di vendita è tradotto in italiano e potete tranquillamente usare il vostro account Amazon del sito italiano.

Una volta registrati, la procedura è davvero semplificata rispetto a iTunes. Si fa tutto via browser e inoltre Amazon accetta non solo il formato epub, ma anche doc, rtf, txt, html e vari altri. Vi consiglio però di seguire le loro guide per non trovarvi brutte sorprese di impaginazione. Comunque sia, anche qua è solo da compilare i vari campi, uplodare i file, inserire un codice ISBN se ne avete uno (altrimenti non serve, Amazon vi assegnerà un codice suo interno ASBN) e potete mandare il vostro libro in revisione. I tempi di Amazon sono decisamente più rapidi rispetto a quelli di Apple. In tre giorni La Scusa era on-line su tutti gli store mondiali e, cosa molto importante, era già linkata a Sayo. Quindi se cercate il mio nome su Amazon, troverete prima il racconto e poi le due edizioni di Sayo, quella italiana e quella francese.

I problemi con Kindle per me sono stati di diversa natura, ovvero legati al pagamento. La Scusa è in Creative Commons, quindi è gratis sul web. Metterla a pagamento, per quanto sia un mio diritto, mi sembrava un po' un furto e così nella descrizione ho aggiunto l'indirizzo da cui poterla scaricare gratuitamente. Inoltre, tra le due proposte di Amazon di royalties, ho scelto quella che teneva il prezzo del download più basso. Adesso, il racconto costa 0.89 €.
Se mai lo acquisterete perché vi è proprio piaciuto tantissimo, a me andranno trenta centesimi.

Questa cosa delle royalties la spiego un po' meglio perché Amazon ha due politiche sui diritti. Una è quella del 35 %, che è la proposta "chiavi in mano". Di tutto quello che venderete, Amazon vi riconoscerà il 35 %. Si può scegliere il prezzo più basso che è di 86 centesimi (a cui si applica l'IVA che porta il costo dell'ebook a 89) e quindi, a conti fatti, trenta centesimi saranno vostri.
Oppure potete scegliere quella al 70 %, a cui però Amazon detrarrà i "Costi di Consegna". Ovvero, vi faranno pagare €0,12/MB. Questo, unito al fatto che il prezzo minimo per un ebook al 70 % è di 2.60 €, è il motivo per cui ho scelto la prima opzione.
Anche Amazon applica delle soglie al pagamento, che può essere effettuato o tramite assegno intestato a voi (ma la soglia è di 100 euro) o tramite bonifico (e la soglia è di soli 10 €). Amazon si occuperà anche della fiscalità americana, anche se si riserva di chiedervi ulteriori documentazioni. Non so effettivamente come questa fiscalità si applichi in Italia ma dovrebbe comunque essere gestita da Amazon (poi dovrete pagare le tasse per i cavoli vostri quando le royalties diventeranno un reddito ma non sono un commercialista quindi chiudo qua il discorso).

Questo apre però un altro problema. Ovvero, che guadagnando 30 centesimi a copia venduta, ne devo vendere ben trentaquattro prima di poter vedere i miei dieci euro. Calcolando che La Scusa si può trovare gratis, la vedo molto difficile. Inoltre, senza alcun tipo di promozione interna allo store, è praticamente impossibile riuscire a scalare la classifica senza un supporto esterno o una pubblicità di qualche tipo che poi rimandi allo store.
In pratica, Amazon vi fa da editore a livello burocratico ma non vi supporta nelle vendite. Non c'è editing e non c'è promozione del vostro contenuto (e io sono un fan assoluto di un buon lavoro di editing, altrimenti non farei lo story editor).
Piccola nota, effettivamente c'è un programma di promozione interno a Kindle ma presuppone che voi diate l'esclusiva ad Amazon di vendere il libro per novanta giorni.  Poi ve lo potete rivendere dove vi pare. Né Kindle store né iBook store chiedono l'esclusiva e il libro può essere venduto su entrambe le piattaforme contemporaneamente.

Questa, grosso modo, è l'offerta dei due store. Nel prossimo post provo a tirare un po' di conclusioni.

11.2.12

Editoria Digitale: iBook store


Come detto nel primo post, l'iBook store è stato quello che mi ha dato più soddisfazioni in termini di successo relativo del racconto. Il problema vero è però che Apple usa il suo store in maniera un po' particolare. Innanzitutto, divide completamente l'utente che pubblica contenuti gratuitamente dall'utente che vuole pubblicare contenuti a pagamento. E una volta che il vostro Apple account è stato registrato per i contenuti gratuiti, col cacchio che vi fanno cambiare. Per cominciare a vendere avrete bisogno di un altro account. La logica di questa cosa mi sfugge, ma vabbè. Andiamo avanti e parliamo della pubblicazione gratuita, che non è proprio un'operazione rapida.

Per prima cosa, dovete avere già un file ePub. Io l'ho creato usando Pages per mac ma esistono altri vari programmi. Un file epub è essenzialmente un file di testo con meno informazioni riguardo a formattazione e roba varia. Una ricerca su internet dovrebbe farvi trovare tutto quello che vi serve per creare il vostro epub, occhio solo a chi ve lo "crea" a pagamento. Non serve spenderci i soldi, davvero.
Fatto questo, e con il vostro file epub pronto, dovreste controllare che sia compatibile e che non abbia errori con un ePub checker. Anche qui, una rapida ricerca su Google dovrebbe darvi tutto il necessario. Io sinceramente me ne sono sbattuto, sapevo che era compatibile perché lo avevo già aperto con iBook su iPhone e iPad e quindi sono andato direttamente alla registrazione su iTunes connect.
Ho già un account Apple e ho scelto di registrare il mio account publisher solo per i contenuti gratuiti.
Attenti a questa parte,  come ho detto iBook non vi fa tornare indietro. Se vorrete in un secondo tempo pubblicare qualcosa a pagamento, vi toccherà farlo con un altro account. Perché ho scelto un account gratuito? Perché potevo pubblicare subito.

Fatta la registrazione, per mandare il vostro libro ad Apple vi serve iTunes Producer. E' un programma a parte con cui preparerete il pacchetto da spedire allo store per la valutazione. Quindi, vi tocca scaricare il programma. Fatto questo, l'utilizzo dello stesso è davvero molto semplice. Gestisce direttamente lui il pacchetto, voi dovete solo uploadare il file epub, l'immagine della copertina da usare all'interno dello store, compilare i vari campi con le informazioni richieste e spedire. Da lì in poi, il vostro pacchetto è in "valutazione". E no, non ci mettono massimo tre giorni come dicono. Ce ne mettono molti, molti di più. Io ho mandato il pacchetto in valutazione il 19 gennaio e l'ho visto apparire sullo store il 2 febbraio. La Scusa è arrivata quinta in classifica venerdì 9, in una settimana. Potete vedere l'andamento delle "vendite" su iTunes Connect (la cosa bella è che potete venir pubblicati su tutti gli iBook store, non solo su quello italiano, e il racconto ha avuto un paio di download dalla Spagna, dalla Svizzera e dal Regno Unito). Sinceramente, non so cosa l'abbia fatta scaricare tanto. Forse non c'erano proposte simili sullo store, o forse la splendida copertina di Federico che anche riprodotta in piccolo è molto d'effetto. Comunque sia, il trend di download è stato costante almeno fino a venerdì. Non avendo fatto nessun tipo di pubblicità né sul blog né sui social network, la dinamica è stata tutta all'interno di iTunes. E quindi si tratta di un pubblico molto più eterogeneo di quello che normalmente segue quello che scrivo qua sopra o i fumetti che faccio. Da questo punto di vista, pubblicare gratis sull'iBook store mi ha messo in contatto con un pubblico nuovo e quindi, come operazione di marketing, direi che è stata più che positiva. Se La Scusa fosse stata a pagamento sarebbe andata lo stesso bene? Non credo, ma questo argomento lo affrontiamo la prossima volta quando parliamo del Kindle store. Adesso vorrei chiudere il discorso iBook con le opzioni "a pagamento" della Apple.

Per pubblicare a pagamento la mela morsicata richiede un codice ISBN per ogni titolo che volete pubblicare, un US tax ID (ovvero un codice per pagare le tasse negli Stati Uniti, chiunque può richiederlo ma è una procedura in più da seguire) e, inoltre, Apple paga le royalties al raggiungimento di alcune soglie, quindi se non raggiungete la soglia col cacchio che vedrete i vostri soldi. La procedura di upload è identica a quella per il contenuto gratuito, unica differenza è che dovrete scegliere il costo del vostro eBook. Apple se ne terrà il trenta per cento e il resto sarà tutto vostro. Che detto così sembra una gran cosa visto le percentuali che normalmente gli editori rilasciano agli autori. Il 70 % è un'utopia se stampate qualcosa. Ma calcolando lo sbattimento per il codice ISBN del libro, il fatto che tocca essere registrati al fisco statunitense e il problema delle soglie, la stessa Apple vi suggerisce quelli che lei chiama gli Apple-approved aggregator. Sono dei siti terze parti che pensano a pubblicare per voi.

Quello che ho guardato io è Lulu, che almeno ha il portale in italiano. L'offerta di Lulu è che, a fronte di un dieci percento sulle vostre royalties guadagnate (il dieci del settanta che Apple vi dovrebbe) si occupano loro di tutto. Codice ISBN, pubblicazione sullo store (e non gli dovete mandare neanche il file epub, lo creano loro da un semplice file word), pubblicazione su Lulu e su iBook store e su Nook (il reader di Barners & Noble, da noi non ha valenza alcuna a meno che non scriviate in inglese). Inoltre, vi corrispondono loro le royalties e non chiedono documenti fiscali (anche se specificano che potrebbero richiederli se fosse necessario). Ovviamente, diventano loro il vostro "editore", fate tutto dal loro sito e gestiscono loro il vostro contenuto presso Apple. Unica fregatura, per ora accettano solo contenuti in lingua inglese per il rimbalzo su iBook, anche se potete già pubblicare epub con loro in italiano ma solo all'interno del loro portale.

Questa è la più grande differenza rispetto a Kindle, iBook è in pratica solo un distributore. Non offre nulla a chi pubblica con loro se non il canale. I codici ISBN, la gestione della fiscalità, la compatibilità, il controllo del contenuto, è tutto a carico di chi pubblica. Loro si limitano a controllare che il file sia compatibile con i loro lettori e offrono l'infrastruttura distributiva di iTunes. Che è ovviamente gigantesca.

Amazon invece fa tutt'altro discorso, ma ne parliamo domani.

10.2.12

Arrivare 5° in classifica su iBook store senza fare assolutamente niente


Più di un annetto fa su questo stesso blog inizio a pubblicare un racconto a puntate. Era il mio primo esperimento in tal senso e, tutto sommato, non è venuto malaccio. Finita la serializzzione sul blog, lo ripubblico in tutti i formati possibili e immaginabili (rtf, doc, odt, pdf e, sopratutto, epub) a QUESTO indirizzo. Il tutto gratuitamente. All'epoca, era appena uscito il primo iPad, quindi far arrivare a leggere un file.epub al tablet della mela era già un impresa. Il racconto si difende comunque sia per numero di download che per risposta del pubblico e alla fine mi ritengo più che soddisfatto.

Passa del tempo, vengono lanciati il Kindle store e l'iBook store, ovvero i canali distributivi di Amazon e di Apple. E io ho un raccontino già bello e pronto che ormai sta prendendo la muffa. Così lo tolgo dagli scaffali e lo rimetto in circolo. Non pubblicizzo la cosa né sul blog, né sui social network. Voglio capire bene cosa possano offrire questi store a un autore che vuole provare a promuoversi da solo. Provo prima con iBook, semplicemente perché Amazon non permette di pubblicare materiali gratuiti sul suo store e il racconto è in Creative Commons. Lo mando in revisione alla Apple a metà gennaio. Ci vogliono più di dieci giorni perché sia sullo store ma alla fine il 2 febbraio è in elenco. Centesima posizione. Il 9 febbraio è quinto. Per quando pubblicherò questo post potrebbe essere sceso o salito in classifica, ma non è questo l'importante. Il fatto è che La Scusa ha fatto tutto da solo. Non c'era pubblicità sui miei canali abituali, non c'era un post su questo blog né su quello di Harpun, non ho avuto nessun tipo di presentazione da siti specializzati o menzioni da blog amici. La presentazione del racconto sullo store stesso è quanto di più scarno possibile, c'è solo un estratto virgolettato del racconto. L'esperimento si fa interessante, voglio provare a vedere anche su Kindle.
Purtroppo, devo metterlo a pagamento. Specifico nella presentazione dove si può trovare gratis e scelgo tra le varie opzioni quella che alla fine farà costare di meno l'eBook. Lo pubblico a 0.89 €. Lo store di Amazon, seppur molto simile per l'utente finale, è molto diverso in termini di utilizzo per un autore. Il libro resta sul fondo della classifica e non si smuove di una posizione. La differenza tra gratis e 89 centesimi è abissale. Ma intanto, ho scoperto che se volessi mettere La Scusa a pagamento su iBook store (non che voglia realmente farlo, era solo per capire come funziona) scopro che non posso. Gli account gratuiti di iBook store non possono vendere. Per vendere dovrei fare un altro account.

Comincio a leggermi tutte le opzioni che mi vengono offerte, voglio capire veramente di cosa stiamo parlando e come (e se) questa strada è percorribile. 

Quindi, nel prossimo post parliamo dll'iBook store. Se intanto però volete scaricarvi il raccontino, da QUI lo potete prendere per iBook gratuitamente, da QUI per Kindle (occhio, è a pagamento) e da QUI con link diretto ai file aggratise.

1.2.12

Metamorphosis

A novembre le edicole italiche verranno invase dall'ultima fatica di Giacomo "A panda piace" Bevilacqua.
Ora, nei credits ufficiali del progetto c'è il mio nome come story editor. Il che significa due cose: 1) in teoria, potrei spoilerarvi tutta la trama ora; 2) in pratica, non ho la più pallida idea di cosa abbia fatto Giacomo con la storia su cui avevamo lavorato.
Perché Giacomo è così, un vulcano di idee che non sta mai fermo. Io mi sono divertito un sacco a lavorarci insieme, anche se da fuori dovevamo sembrare due pazzi scalmanati. Lui esaltatissimo che mi raccontava la sua visione della storia e io concentratissimo sul mac e praticamente muto (e per chi mi conosce sa che farmi stare zitto non è decisamente semplice) che battevo come un forsennato cercando di sistemare il tutto in una scaletta quantomeno leggibile. Ora, se il fumetto è venuto solo anche la metà di quanto mi sono divertito a lavorare con Giacomo, è un capolavoro. Quindi cominciate a mettere i soldi da parte che a Novembre c'è da leggere roba bbuona, ma bbuona assai.

Subito qua sotto il trailer e la presentazione ufficiale presa da vimeo e fatevi un favore, date un'occhiata ai link a fondo post che Sonia Aloi è bravissima!



Trailer ufficiale di METAMORPHOSIS, il nuovo fumetto di Giacomo Bevilacqua (A PANDA PIACE) miniserie in tre numeri mensili da 94 pag B/N, in edicola da Novembre 2012.
TRAMA: Luna Mondschein ha 24 anni. Ed è affetta da un singolare caso di schizofrenia. Ha infatti due vite parallele. Da sveglia vive a Trastevere, nel centro di Roma, e fa la scrittrice. Quando si addormenta, invece, viene catapultata in un mondo parallelo inventato da lei, e popolato da strani personaggi. La sua vita nel mondo reale è scandita, oltre che dal lavoro, anche da cinque, essenziali regole, che deve seguire ad ogni suo risveglio per restare aggrappata alla realtà. Un solo errore potrebbe portare la sua mente a giocarle strani scherzi. E la lucidità per lei è essenziale. È infatti ossessionata da una serie di omicidi, che, secondo lei, sono stati perpetrati dalla stessa persona, un uomo che uccide le proprie vittime e dispone i cadaveri affinchè evochino miti dell'antica Grecia. Me Luna è l'unica persona ad essere convinta della sua esistenza. E oggi, a distanza di anni, l'assassino ha colpito di nuovo. Dovrà insinuare il dubbio nella mente di Daniel Valentini, il giovane e rigido commissario di Trastevere, e fare di tutto per farsi aiutare. Perchè a quanto sembra, tutta questa storia, sta iniziando ad intaccare il suo equilibrio mentale, molto più di quanto credeva possibile.

SITO DI LUNA: lecinqueregole.blogspot.com
INFO: lunaschein@gmail.com
STORIA E DISEGNI: Giacomo Bevilacqua
CASA EDITRICE: Editoriale Aurea
STORY EDITOR: Giovanni Masi
DISEGNATRICE OSPITE: Sonia Aloi