11.1.13

Servizio di Avanspettacolo Pubblico


Non ho mai scritto di politica su questo blog. Non è una cosa che mi appassiona anche perché ogni volta che ho provato a fare dei test sull'orientamento politico finivo talmente fuori dalla mappa concettuale da risultare un anarchico. Giusto per dare un'idea delle mie posizioni un tantinello critiche su certi meccanismi di potere e sulla gestione della cosa pubblica.

Però parlo spesso di comunicazione e ieri, dopo anni in cui la mia TV serviva solo come schermo per il PC media center, ci  sono finito davanti per Servizio Pubblico e lo scontro tanto "atteso" tra Berlusconi e Santoro. E alla cosa ho partecipato anche in maniera social commentando sia su Twitter che Facebook in diretta. E' stato a suo modo divertente e avvilente allo stesso tempo. Perché non c'è niente da fare, l'Italia è un paese comunicativamente analfabeta e Berlusconi è lo specchio di un certo pensiero. Attenzione, non sto parlando di un pensiero politico. Sto parlando di un'abitudine a certi spettacoli e a un certo tipo di comunicazione che sono talmente connaturati nel tessuto sociale di questo paese anziano e televisivo da sembrare "normali".

Cosa è successo ieri a Servizio Pubblico? Si è parlato di politica? C'è stato un confronto sui contenuti? Berlusconi è stato fatto oggetto di un'intervista giornalistica?
No.
Non si è parlato di gestione della cosa pubblica o di idee e intenzioni in vista del voto. Santoro ci ha provato con scarsa convinzione ma il tutto si è comunque risolto in una grande bagarre, in una messinscena comunicativamente imbarazzante.

I momenti migliori sono stati Berlusconi che conta ancora i soldi che deve dare alla ex-moglie in lire (lo faceva mia nonna a negozio ed è un chiaro "appoggio" a una certa fascia anziana); i comunisti (l'invenzione del nemico come primo passaggio di ogni santa campagna personalistica); la pulizia della sedia su cui si era seduto Travaglio (con il classico schema "anche Travaglio ha dei processi", "Travaglio è come me! Siamo tutti uguali, e lui è un maestrino che fa l'ipocrita!". Cosa che ha smontato la parte più importante della domanda visto che si partiva dalla trattativa Stato-Mafia e dai processi per prostituzione minorile. Ha evitato la risposta attaccando la persona).

Berlusconi nei suoi discorsi si vanta dei suoi soldi, per poi dire che anche lui paga l'Imu e ne paga tanta! Berlusconi è di successo ma paga le tasse come noi poveracci. Berlusconi pare che non ha mai governato questa nazione perché è importante rifare la costituzione per dargli il potere di governare (lui che nell'ultima legislatura ha avuto la più ampia maggioranza mai vista in questa nazione). Berlusconi è l'adesso. Berlusconi si scambia di posto con Travaglio, usa prima la terza persona singolare su se stesso, usa la prima persona plurale. E puntuale arriva alla prima persona singolare. Lui, Noi, Io! Vecchissima scuola di retorica.

Lo spettacolo è stato a dir poco imbarazzante per un semplice fatto. Quell'uomo che si agita sulla sedia, ride, scambia frecciatine con Santoro, ha amministrato l'Italia in maniera pessima (a mio parere), è un personaggio moralmente ambiguo e sta chiedendo il voto alle persone per andare a fare un lavoro oggettivamente molto complesso.

Queste erano cose che gli si potevano rinfacciare? Certamente, ma ripeto, lo spettacolo ha le sue esigenze e quello di ieri non è stato giornalismo e non è stata politica.
E' stato avanspettacolo.
Una forma di intrattenimento così tanto connaturata nel sentire nazionale da venir percepita come gradevole anche se totalmente fuori contesto o con attori sul palco che hanno ricoperto ruoli istituzionali delicatissimi e hanno operato scelte di cui dovrebbero render conto.

Siamo un paese schiavo delle voci uniche. Siamo il paese che apre il TG con le parole del Papa, il rappresentate di uno stato estero che costantemente informa i cittadini italiani del proprio pensiero. Viviamo e ci informiamo con un sistema giornalistico in larga parte clientelare, soprattutto in TV. Una televisione nazionale così tanto influenzata dall'uomo che ieri urlava che l'ideologia comunista è il demonio (vi ricordate chi altri lo faceva e con quali scopi?) che ha dato un'impronta fortissima a quella che è la coscienza della comunicazione di questo paese. Puntando sempre al ribasso, tanto da far passare come accettabile lo spettacolo di ieri.

In molti dicono che Berlusconi è uscito vincitore dallo studio di Santoro. Non è così, quello spettacolo è stato fatto in due da due personaggi che vivono di quella comunicazione. Per chi alla TV ha sostituito Internet come primario mezzo di informazione come me è stato uno spettacolo a dir poco incredibile. Che oggi è rimbalzato su tutti gli strumenti di comunicazione di massa e persino su questo post per quanto è stato pervasivo.

Di fronte ai problemi così gravi dell'oggi, ieri la TV ha offerto avanspettacolo puro. Intrattenimento. Ed è questa la cosa che più mi stranisce, che a pochissimi, al di là delle proprie posizioni politiche, lo spettacolo di ieri sia sembrato un aberrazione. Che il problema non è se Santoro o Berlusconi sia sembrato vincitore, ma che quella messinscena sia accettabile da parte di un giornalista e di un politico, due persone che per ruolo e per scelta dovrebbero fare domande e dare risposte ai cittadini di questo paese.

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